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Scuola: stato di agitazione contro riorganizzazione delle Medie

Scuola: stato di agitazione contro riorganizzazione delle Medie

Il modello organizzativo e l'annunciato bando del concorso che non affronta la questione del precariato i motivi del presidio di piazza

Le organizzazioni sindacali della scuola Cisl scuola, Flc Cgil, Savt Ecole e Snals dichiarano lo stato di agitazione della scuola valdostana, dopo il confronto di ieri sulla riorganizzazione della scuola media.
Uno sparuto gruppo di insegnanti è presente da stamattina innanzi a palazzo regionale per un presidio di protesta organizzato da Cgil, Cisl, Savt e Snals; alcuni striscioni eloquenti, ‘giù le mani della scuola valdostana’ o ‘il precariato uccide’, ma davvero scarsa la presenza di precari che nella nostra regione oscillano tra 350/400.
I sindacati
«L’incontro di ieri è andato malissimo – commenta il segretario del Savt Ecole Alessia Démésiamo stati messi di fronte a una delibera che ha già previsto la soppressione di 36 posti di lavoro nella scuola media e che prevede il potenziamento dell’organico della secondaria di secondo grado. Abbiamo ribadito le nostre preoccupazioni circa lo smantellamento di un modello organizzativo in vigore dal 1994; convocheremo assemblee sindacali su tutto il territorio regionale, chiedendo un tavolo di confronto e chiedendo che si facci a un piano di assunzioni per tutti gli ordini di scuola, che si chiarisca al più presto quanti e quali posti saranno messi a concorso e che non vengano tagliate le cattedre di scuola media».
L’assessore
L’assessore all’Istruzione Emily Rini ha ribadito l’intenzione di procedere secondo quanto illustrato nei precedenti incontri ed è emerso che in un allegato della delibera 93 di fine gennaio che ha istituito il gruppo di lavoro per l’adeguamento della Legge 107, fossero già stati spiegati i nuovi criteri per la definizione dell’organico della scuola media.
«Peccato che nel gruppo di lavoro composto da tecnici e ispettori, oltre che di due dirigenti scolastici non sia stata prevista neppure la presenza di un insegnante» – precisa Démé.
La mobilitazione di oggi ha visto in piazza alcuni insegnanti di tecnologia che lanciano il grido d’allarme per la dignità della loro professione, «ma anche per la qualità della didattica e per la riduzione dell’offerta formativa. Tutti aspetti che le famiglie ignorano» – dicono in coro alcuni insegnanti precari di lungo corso.
I dettagli e le interviste degli insegnanti di tecnologia, sul numero di Gazzetta Matin in edicola lunedì 15 febbraio.
Nella foto, lo sparuto gruppo a Place Deffeyes.
(cinzia timpano)

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