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Papà da due giorni trovato morto in casa

Papà da due giorni trovato morto in casa

Si tratta di David Jean Laurent Pezzana, 31 anni di St-Vincent; nella notte tra giovedì e ieri, venerdì, era uscito con il padre e altri suoi amici per festeggiare; gli inquirenti sospettano un micidiale mix di alcol e droga oppure un'overdose

Sarà l’esame tossicologico disposto nell’ambito dell’autopsia che verrà conferita lunedì al medico legale da parte del sostituto procuratore Luca Ceccanti, ad accertare quale sia stata la sostanza che ha causato la morte di David Jean Laurent Pezzana, 31 anni, piccolo artigiano e organizzatore di eventi in media e bassa Valle.
Era diventato papà nella tarda serata di mercoledì, e giovedì sera – insieme a un gruppo di suoi amici – aveva deciso di uscire a festeggiare. Diversi i giovani ad averlo in visto in giro per St-Vincent alle prime ore di ieri, venerdì, quando nel pomeriggio, però, è stato trovato ormai privo di vita sul divano di casa, sulla collina della cittadina termale.
Questa la tragica fine di Pezzana, stroncato da un arresto cardio-circolatorio dovuto verosimilmente a un micidiale mix di alcol e droga, anche se gli inquirenti non escludono nemmeno una probabile overdose. Da quanto appreso, alcuni vicini di casa – all’alba di ieri – avrebbero sentito delle voci provenire dall’appartamento di frazione Romillod di St-Vincent, una volta rientrato dalla nottata di festa.
Secondo quanto emerso, le indagini sono state affidate al Nucleo operativo della Compagnia dei carabinieri di Châtillon e St-Vincent, che – se l’autopsia dovesse confermare i sospetti iniziali – dovrà cercare di risalire a chi potrebbe aver ceduto a Pezzana l’eventuale dose mortale. Durante tutta la giornata di oggi, sabato, diverse persone sono state convocate in caserma per rendere sommarie informazioni.
Una volta scattato l’allarme, attorno alle 15 di venerdì, sul posto è immediatamente intervenuta l’auto medica del 118, con il personale medico che però non ha potuto fare altro che constatare il decesso del ragazzo.
Il 31enne, che qualche anno fa aveva gestito il bar ristorante ‘La Pineta’ di Pontey, nell’estate 2014 rimase vittima di una presunta estorsione promossa ai suoi danni da parte di quattro persone, tre delle quali furono arrestate dai carabinieri in flagranza di reato, la quarta un mese più tardi, anche se nel processo con rito collegiale in Tribunale ad Aosta il reato di estorsione venne derubricato in esercizio arbitrario delle proprie ragioni.
(pa.ba.)

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