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Morì annegato in pozza d’acqua, assolto accompagnatore

Morì annegato in pozza d’acqua, assolto accompagnatore

Nessuna responsabilità ravvisata nei confronti del ventenne addetto alla sorveglianza del gruppo di cui faceva parte anche Elliot Peacock, il 15enne morto annegato - dopo essere stato colto da malore - il 29 giugno 2014 alle cascate di Lillaz

Nessuna responsabilità a carico del ventenne addetto alla sorveglianza dei ragazzi. Il gup del Tribunale di Aosta, Maurizio D’Abrusco, ha assolto – in sede di processo con rito abbreviato – dall’accusa di omicidio colposo il giovane accompagnatore della comitiva di cui faceva parte anche Elliot Peacock, il 15enne scozzese deceduto nel pomeriggio del 29 giugno 2014 dopo un tuffo nella cascate di Lillaz, a Cogne, «in una pozza d’acqua profonda dai due metri e mezzo ai tre», annegato dopo essere stato colto da malore.Da quanto appreso, stava praticando con un gruppo di coetanei britannici il ‘gorge scrambling’, la discesa a piedi del torrente. La società che gestiva i corsi – secondo quanto emerso nell’ambito delle indagini del Soccorso alpino della Guardia di Finanza di Entrèves – è risultata in regola con tutte le autorizzazioni, avendo posto in essere tutte le misure necessarie a garantire la sicurezza dei ragazzi, motivo per cui l’assoluzione dell’imputato è stata chiesta dallo stesso sostituto procuratore Luca Ceccanti.La famiglia della vittima – regolarmente dotato di caschetto e di giubotto di salvataggio – non si è costituita parte civile nel processo, non avendo richiesto alcun risarcimento, neppure all’assicurazione della Acorn Adventure, l’agenzia di viaggi britannica che aveva organizzato all’epoca la vacanza in Valle d’Aosta con tanto di attività sportive sul territorio.(pa.ba.)

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