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Un gesto di carità

Aosta, via Sant’Anselmo, ore 9,35 di venerdì 9 settembre. Sfreccia davanti a me (l’ormai solito) ragazzo richiedente asilo: bicicletta e cuffiette bianche con filo per ascoltare la musica. Poi una brusca frenata. Nei pressi di una panetteria c’è un altro ragazzo, anch’esso di colore, appoggiato al muro nei pressi di un apanetteria, con la mano tesa intento a chiedere l’elemosina. Il richiedente asilo fruga nelle sue tasche e tira fuori, tira fuori qualche monetina e la offre all’altro giovane. Il quale sorride e ringrazia. Qualche parola in inglese tra i due e una pacca sulla spalla. Uno inforca nuovamente la bici e se ne va; l’altro torna a tendere la mano alla ricerca del buon cuore di qualche aostano. Un gesto di carità. Inaspettato, perché d’istinto e in modo prevenuto ho pensato che quando il ragazzo con la bicicletta ha frugato nelle tasche lo facesse non per dividere con l’altro “disperato” quei pochi spiccioli in suo possesso, ma per consegnargli della droga o qualcosa di simile. Quanto mi sono sbagliato! Quanto siamo prevenuti!

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