Valanga di Pila, indagati sei istruttori del Cai
CRONACA
di Luca Mercanti  
il 09/04/2018

Valanga di Pila, indagati sei istruttori del Cai

Sono sei gli indagati per la valanga che sabato 7 ha travolto quattro persone al lago Chamolé e ucciso Roberto Bucci, 28 anni, di Faenza, e l’istruttore del Cai Carlo Dall’Osso (52), di Imola. Tra questi – tutti istruttori del Cai – ci sono anche i due sopravvissuti, Giacomo Lippera, 45 anni, di Rimini, e Matteo Manuelli, 43 anni di Imola. Questi gli altri indagati: Vittorio Lega, 51 anni, istruttore nazionale Cai di sci alpinismo della sezione di Faenza e direttore del corso avanzato per sci e snowboard organizzato dalla scuola Cai ‘Pietramora’, Leopoldo Grilli (44), istruttore sezionale del Cai di Imola e vicedirettore del corso, Alberto Assirelli (50) istruttore sezionale del Cai di Ravenna e Paola Marabini (56) istruttrice di sci alpinismo della sezione Cai di Faenza.

La procura di Aosta ha aperto un’inchiesta per disastro e omicidio plurimo colposi.

In base alla ricostruzione del Soccorso alpino della guardia di finanza di Entrèves – guidato dal maresciallo Delfino Viglione e intervenuto sul posto con il Soccorso alpino valdostano – la massa di neve si è probabilmente staccata dopo il passaggio degli sciatori che erano a monte diretti verso il rifugio Arbolle. La valanga aveva un fronte di 200-250 metri e uno sviluppo di 600, per una massa di circa 50 mila metri cubi di neve.

Tutti e 21 gli scialpinisti (e non 19 come era stato inizialmente ipotizzato) del gruppo stavano effettuando una uscita di alta specializzazione ed erano attrezzati con Artva, pala e sonda. Dall’Osso indossava anche lo zaino airbag che consente di ‘galleggiare’ sulla neve. Purtroppo per l’istruttore, la massa di neve lo ha travolto, di fatto impedendo il galleggiamento, sbalzandolo per centinaia di metri fino al lago Chamolé, dove è stato recuperato dai sommozzatori dei vigili del fuoco arrivati in elicottero da Torino.

Nessuno dei sei istruttori è ancora stato sentito dagli inquirenti.

Il percorso che stavano affrontando – dal lago di Chamolé al rifugio Arbolle – “è generalmente poco battuto”, spiega il pm Eugenia Menichetti. Per la guardia di finanza, comunque, “difficile valutare le condizioni della neve, cambiate in modo repentino”.

Il gruppo era partito al mattino da Aosta, all’apertura degli impianti, e con l’ovovia aveva raggiunto Pila. L’escursione era iniziata tra le 8.30 e le 9. Dalla relazione del Sagf, consegnata in procura, è emerso che tra i 21 escursionisti due erano snowboarder, che procedevano in salita con le ciaspole, tra i quali una delle due vittime, Roberto Bucci.

Oltre ai due feriti e ai due morti, anche altre due o tre persone sono stati coinvolte parzialmente dal distacco nevoso; queste ultime però non hanno fatto accesso all’ospedale Parini, essendo state medicate sul posto.

(re.newsvda.it)

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