Spedisce la cartolina nel 1955, arriva nel 2018
ATTUALITA'
di Luca Mercanti  
il 12/06/2018

Spedisce la cartolina nel 1955, arriva nel 2018

Sessantatre anni per ricevere una cartolina. Proprio così: una signora spedisce una cartolina nel 1955 e il postino la recapita nel 2018, quasi 63 anni dopo. Cartolina postale mica spedita da Marte, bensì da Bergamasco, un comune dell’Alessandrino ai piedi del Monferrato, sulle sponde del Belbo, che oggi conta poco meno di 800 abitanti.

La cartolina – affrancata con un francobollo da 10 lire – fu spedita il 14 settembre 1955 da un’amica della signora Marie Griseri di Aosta, mamma del dottor Stefano Podio), che nell’indirizzo sul retro della cartolina viene indicata come Mary.

E’ solo immaginabile lo stupore del destinatario, una volta aperta la buca delle lettere di casa per la quotidiana verifica della corrispondenza: in mezzo a buste affrancate digitalmente e materiale pubblicitario, una cartolina postale, ormai una rarità con l’avvento della posta elettronica e di Watspapp.

La cartolina ritrae il palazzo municipale di Bergamasco. Stringato il messaggio alla signora Griseri: “Bergamasco 14-9-1955  Cari saluti  Giuse (che sta per Giuseppina).

“Stupore, appunto – conferma il dottor Podio -. Sono andato a trovare i miei genitori e ho visto sul secretaire una cartolina; ho subito chiesto come mai avessero tirato fuori una cartolina così datata; mia mamma, però, mi ha detto che l’aveva trovata nella buca delle lettere venerdì 8”.

Amicizia dai tempi della scuola

Marie Griseri e Giuseppina si conobbero ad Aosta ai tempi della scuola. Giuseppina, dall’Alessandrino, era venuta nel capoluogo regionale, ospite degli zii, per frequentare le Magistrali. Le due ragazze divennero amiche. “Non potendo più tenere un cagnolino al quale era molto affezionata – racconta il dottor Podio -, Giuseppina lo diede da custodire ai miei nonni; da quel momento, la ragazza iniziò a frequentare la casa quasi quotidianamente, fino al termine degli studi, quando fece ritorno al suo paese”.

Marie e Giuseppina si scrissero ancora. “Si scrissero per un po’ di tempo e in particolare si inviarono gli auguri per i rispettivi matrimoni (mia mamma, più grande dell’amica, si sposò poco dopo la fine della scuola) – conclude il dottor Podio -, poi si sono perse di vista”. Fino a venerdì scorso.

(l.m.)

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