Ritrovamento ossa umane a Saumont, richiesta l’archiviazione
CRONACA
di Danila Chenal  
il 17/07/2018

Ritrovamento ossa umane a Saumont, richiesta l’archiviazione

I test genetici hanno appurato che appartengono al fotografo aostano Giampiero Ugolin scomparso nel 2014

Arriva dalla procura di Aosta la richiesta di archiviazione del fascicolo aperto a seguito del ritrovamento di ossa umane nell’area addestrativa militare di Saumont, avvenuto lo scorso 11 gennaio durante un’esercitazione degli alpini.

I test genetici hanno appurato che i resti appartengono al fotografo aostano Giampiero Ugolin, classe 1947, pensionato delle Poste, che era irreperibile dall’autunno 2014. La morte risalirebbe proprio a quel periodo. In base all’esame medico legale svolto, non sono emersi segni di lesioni sulle ossa. Il gesto anticonservativo è una delle ipotesi più probabili secondo gli inquirenti. In base alle testimonianze raccolte, Ugolin era privo di ombre ma era un uomo disilluso.

Il caso

Lo scorso 11 gennaio un alpino nel corso di un’esercitazione, era incappato in alcuni resti umani ai piedi di una parete rocciosa, nelle vicinanze del poligono, denunciando subito la cosa al Nucleo investigativo dei carabinieri del Gruppo Aosta. Le indagini, guidate dai pm della procura di Aosta Luca Ceccanti e Carlo Introvigne, si erano presto indirizzate proprio sul nome di Gianpiero Ugolin, cancellato dall’anagrafe aostana il 25 settembre 2017, in quanto sottoposto a sfratto dalla abitazione in cui viveva, perché irreperibile. Accanto ai resti, in una sacca (vicino a una scarpa da tennis, a scampoli di tessuto e a una bottiglia di whiskiy), era stata ritrovata anche una pistola (simile a una Derringer), intestata proprio a Ugolin, che possedeva un permesso di detenzione (non valido per poter portare in giro l’arma).

Le indagini

Le verifiche, in ogni caso, hanno impegnato non poco gli inquirenti, in quanto, all’epoca della scomparsa, Ugolin avrebbe dovuto essere in India per realizzare uno dei tanti reportage che lo avevano reso personaggio molto conosciuto nell’ambiente. Passati al setaccio documenti aerei, frontiere, e quant’altro potesse dare un responso in merito al possibile viaggio, la Procura di Aosta aveva poi incaricato il medico legale Mirella Gherardi dell’analisi del teschio e dei frammenti ossei, mentre ai Ris di Parma erano stati commissionati gli esami del Dna.
(re.newvda.it)

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