‘Ndrangheta: gli assessori di Saint-Pierre: «Mai avvicinati da nessuno»
Da sinistra gli assessori Alessandro Fontanelle, Ermanno Bonomi, il sindaco Paolo Lavy, il segretario comunale Osvaldo Chabod e l'assessore Monica Carcea
CRONACA
di Erika David  
il 23/01/2019

‘Ndrangheta: gli assessori di Saint-Pierre: «Mai avvicinati da nessuno»

Sgomento tra i componenti della giunta comunale di Saint-Pierre per i particolari emersi dagli inquirenti che coinvolgono l'assessora Monica Carcea

Gli assessori del Comune di Saint-Pierre sono categorici: «Mai stati avvicinati da nessuno».

C’è sgomento tra i componenti della giunta comunale di Saint-Pierre dopo la notizia dellarresto di Monica Carcea, assessora alla programmazione, finanze e patrimonio, eletta nella lista Union Valdôtaine – Stella Alpina, come indipendente.

Le relazione dell’assessora con il “locale” di Aosta

Secondo quanto riportato dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura di Torino, «È stato possibile ricostruire i rapporti tra l’associazione (il “locale” di ‘ndrangheta di Aosta, ndr) e alcuni esponenti politici, come Marco Sorbara, attuale consigliere regionale e, all’epoca dei fatti, assessore alle politiche sociali del Comune di Aosta, e Monica Carcea, assessore alla programmazione, finanze e patrimonio del Comune di Saint-Pierre. Carcea e Sorbara sono indagati per il reato di concorso esterno in associazione mafiosa, in quanto, nello svolgimento della loro attività istituzionale, hanno apportato un contributo al consolidamento e al rafforzamento del locale di Aosta sul territorio».

Il coinvolgimento del Comune di Saint-Pierre

Per gli inquirenti «la Carcea si rivolgeva a Marco Fabrizio Di Donato, Antonio Raso e Nicola Prettico, chiedendo loro di intervenire con metodo intimidatorio per comporre le tensioni e i contrasti che aveva con altri assessori della giunta del Comune di Saint-Pierre», inoltre, fa sapere la Direzione distrettuale antimafia, avrebbe chiesto «di incontrare il sindaco del Comune di Saint-Pierre, per comporre le tensioni e i contrasti che aveva con  gli altri componenti della giunta comunale». L’assessora Carcea, dicono gli inquirenti, «comunicava ad alcuni appartenenti al locale di Aosta notizie riservate in merito al rinnovo di alcuni servizi comunali affidati a soggetti privati».

Le reazioni della giunta di Saint-Pierre

«Non sono mai stato avvicinato da nessuno». È categorico Paolo Lavy, sindaco di Saint-Pierre, raggiunto telefonicamente mentre si trova fuori Valle per lavoro. «Discussioni e contrasti in giunta ce ne sono stati come in ogni gruppo di lavoro, con persone e idee diverse, ma nessuno ha mai fatto pressioni, specie persone esterne alla giunta».

Stesso commento anche da parte di Giuseppe Jocallaz, già sindaco e ora assessore al territorio e alle manutenzioni: «Nessuno mi ha mai fatto pressioni».

Sgomento il vice sindaco Ermanno Bonomi: «Cado proprio dalle nuvole – dice -. Al di là della normale dialettica politica, non c’era nulla da sedare. Non ci sono mai stati particolari problemi, ognuno di noi lavora per il proprio ambito di competenza e poi aggiorna gli altri sul lavoro svolto senza pressioni. Non riesco proprio a capire a cosa si riferisse».

Alessandro Fontanelle, assessore all’istruzione, cultura e sport, ammette anche «grandi scontri. Non ce le siamo mai mandate a dire e non è un segreto che sia io la persona con la quale l’assessora Carcea discuteva di più – spiega -. Scontri però che non hanno mai portato a nient’altro. Non ho subìto pressioni, e nessuno mi ha avvicinato. Ci ritroviamo dentro a una storia più grande di noi» conclude amaramente.

L’operazione ‘Geenna’

L’assessora Monica Carcea risulta implicata nell’operazione ‘Geenna’ finalizzata a contrastare infiltrazioni della ‘ndrangheta in Valle d’Aosta. Nella stessa operazione sono finiti agli arresti anche  il consigliere regionale Marco Sorbara, il consigliere comunale di Aosta, Nicola Prettico, entrambi eletti eletti nelle fila dell’Union Valdôtaine e il noto ristoratore Antonio Raso.

(erika david)

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