Rogo Tunnel del Monte Bianco tra celebrazione e braccio di ferro
CRONACA
di segreteria il
25/03/2019

Rogo Tunnel del Monte Bianco tra celebrazione e braccio di ferro

Dopo la celebrazione del ventennale del rogo, continua il braccio di ferro tra Valle d'Aosta e Francia per il raddoppio del tunnel.

In ricordo delle vittime del rogo del tunnel del Monte Bianco

Venti anni fa, il rogo del tunnel del Monte Bianco aveva mietuto 39 vittime, tra cui sei valdostani. Domenica 24 marzo, si è tenuta la manifestazione in ricordo delle vittime del rogo del Tunnel del Monte Bianco. A Chamonix, nei pressi del monumento alle vittime del rogo, parenti, amici delle vittime e autorità hanno ricordato il tragico incidente. In occasione della ventesima commemorazione, l‘Associazione delle Famiglie delle Vittime della Catastrofe del Traforo del Monte Bianco ha palesato l’intenzione di far calare il sipario sull’evento in chiave ufficiale. Dal prossimo anno, infatti, gli organizzatori opterebbero per un format più informale per la celebrazione, evitando la presenza delle autorità.

Le vittime

Tante le nazionalità delle 39 persone che persero la vita in occasione del gigantesco rogo sviluppatosi all’interno del tunnel del Monte Bianco. Infatti, di queste 13 erano italiane (di cui 6 valdostane), 18 francesi, 2 belghe e una rispettivamente inglese, lussemburghese, olandese, slovena, croata e tedesca. Vogliamo ricordare i nomi dei nostri sei corregionali che hanno perso la vita in quel tragico incidente: Maurilio Bovard, con la moglie Nadia e la figlia katia, Valter Pascal, Stefano Manno e Pierlucio Tinazzi.

Il commento delle autorità

Il Presidente della Regione Valle d’Aosta, Antonio Fosson, presente alla commemorazione insieme al sindaco di Courmayeur, Stefano Miserocchi, ha voluto esprimere il proprio cordoglio, ricordando anche quel che si è fatto nel corso degli anni. «La catastrofe del rogo del Monte Bianco ha profondamente colpito la comunità valdostana. Da quel tragico giorno di vent’anni fa si è imposta la questione della sicurezza all’interno del tunnel. Siamo stati indotti a profondi cambiamenti e importanti innovazioni, sia dal punto di vista legislativo, sia da quello tecnologico. Dopo grandi investimenti, la riapertura del tunnel ha permesso alla nostra Regione di uscire dall’isolamento, ritrovando il naturale collegamento con l’Alta Savoia».

Il braccio di ferro per il raddoppio del tunnel

La Sitmb, la Società Italiana per il Traforo del Monte Bianco, nelle parole del suo consigliere di amministrazione, Christian casi, ha ribadito l’importanza dell’ipotesi di realizzazione di una seconda canna al Traforo del Monte Bianco. Anche il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, appare favorevole, consapevole del fatto che per la Valle d’Aosta il Traforo rappresenta uno sbocco importantissimo sia per le persone, sia per le merci. Dal versante francese, però, non arrivano segnali positivi. Il sindaco di Chamonix, Eric Fournier, è categorico nel ribadire il suo deciso no. Dello stesso avviso i dicasteri ai trasporti e all’ambiente francesi.

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