Rete civica: un manifesto per dire no alla quotazione in borsa di Cva
POLITICA & ECONOMIA
di Danila Chenal  
il 30/05/2019

Rete civica: un manifesto per dire no alla quotazione in borsa di Cva

Torna a parlare di una norma di attuazione che ampli le competenze della Valle d'Aosta in materia di gestione delle acque

Rete civica ha elaborato un manifesto per dire no alla quotazione in borsa di Cva. «Un’altra Cva è possibile. Abbiamo una visione alternativa vogliamo una Cva pubblica: se una sola azione fosse detenuta da un privato non potrebbe svolgere quel ruolo che noi intendiamo affidarle con obiettivi di bene pubblico». Lo ha scandito Fabio Protasani nel presentare il manifesto «che Rete civica proverà a diffondere tra la popolazione».

Non si parla di referendum, per ora. Avanti tutta con la norma di attuazione che «ampli il potere della Valle d’Aosta in materia di gestione delle acque e delle relative concessioni». Anticipa: «il 17 giugno ci sarà una riunione della Commissione Paritetica al gran completo per analizzare il testo della norma messa a punto dalla Regione».

Per Chiara Minelli la Compagnia valdostana delle acque non deve essere un «player nazionale del mercato dell’elettricità» ma il «principale gestore delle risorse idroelettriche in Valle d’Aosta». La consigliera regionale dice no «all’acquisto di parchi eolici e fotovoltaici in Italia. La Cva deve investire i 200 milioni sul territorio regionale e diventare protagonista della politica Fossil fuel free». Ha aggiunto: «Cva prevede l’installazione di 250 colonnine per la ricarica di mezzi elettrici. Da una stima emerge che, entro il 2030, la regione avrà bisogno di 30 mila punti di ricarica».

L’azienda dovrà tra l’altro «sviluppare capacità produttive in funzione degli obiettivi di sviluppo sostenibile della Valle d’Aosta». Rete civica propone di predisporre una norma di attuazione dello Statuto speciale che consenta alla Valle d’Aosta «di mantenere la Cva come strumento totalmente pubblico che svolge proficuamente un servizio per l’intera comunità e che non si pone sul mercato nazionale ed internazionale dell’elettricità in concorrenza con altri grandi gruppi votati al profitto».

(danila chenal)

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