Rifiuti: ecotassa più cara per il conferimento degli inerti in discarica
Albert Chatrian
POLITICA & ECONOMIA
di Danila Chenal  
il 07/11/2019

Rifiuti: ecotassa più cara per il conferimento degli inerti in discarica

Lo ha annunciato in Consiglio Valle l'assessore all'Ambiente Albert Chatrian

L’ecotassa per il conferimento degli inerti nelle discariche della Regione sarà rivista al rialzo. Lo ha annunciato in Consiglio Valle l’assessore all’Ambiente Albert Chatrian rispondendo a un’interpellanza di Daria Pulz (Adu). «La Regione fissa entro in 31 luglio l’imposta che non è stata modificata dal 2009. Noi modificheremo la legge fin dal primo gennaio». Le nuove tariffe tuttavia entreranno in vigore dal 2021. Conferma, poi, la volontà di rivedere le concessioni per le discariche Pompiod e Chalamy.

Così in aula

Così in aula. «Capiamo le preoccupazioni. Il governo incontrerà il Comitato ”La valle d’Aosta non è una discarica’’. E’ importante conoscere lo stato dell’arte». Ricorda che sono state convocate le due conferenze di servizi. «E’ lì che si giocherà la partita. E’ il luogo deputato per entrare nel merito. L’obiettivo è quello di rivedere le autorizzazioni già concesse. L’approccio di Legambiente è condivisibile nella proposta. Da proporre in finanziaria rivedere l’ecotassa per disincentivare per passare dalle parole ai fatti. Il territorio è la prima ricchezza che abbiamo. Colgo positivamente l’invito».

Gli importi per il conferimento di inerti oscillano da 1,03 euro a 10,33 euro a tonnellata. Per quanto riguarda i rifiuti solidi urbani, l’importo base (sempre a tonnellata) del tributo è di 18 euro, a cui viene applicata una maggiorazione del 20% laddove la percentuale di raccolta differenziata sia inferiore a 65%.

L’analisi di Legambiente

La richiesta di aumentare l’ecotassa per le discariche è arrivata ieri, mercoledì 6 novembre, via comunicato da Legambiente Valle d’Aosta.

In Valle d’Aosta l’ecotassa, ossia il tributo speciale che ogni gestore di discarica deve pagare alle casse regionali, è bassissima: 1,03 euro a tonnellata per i rifiuti inerti (eccettuate le terre da scavo, che costano 10,33 euro/ton); 2,06 euro/ton per i fanghi industriali; 5,16 euro/ton per gli altri rifiuti speciali non pericolosi (che sono in gran parte industriali.) In Piemonte lo smaltimento di inerti costa al gestore 9 euro/ton e quello di tutte le tipologie di non pericolosi ben 25 euro/ton. La Lombardia chiede 4 euro/ton per gli inerti (diventeranno 7 dal 2020) e 10 euro/ton per i non pericolosi (15 dal 2020); la Provincia Autonoma di Bolzano chiede per gli speciali ben 58 euro/ton di ecotassa. Il quadro è molto chiaro: un gestore che paga un tributo basso potrà offrire tariffe concorrenziali per lo stoccaggio dei rifiuti. Così la Valle d’Aosta diventa attrattiva sul mercato, e potrebbe davvero correre il rischio di ospitare ulteriori impianti, perché altre 22 cave di inerti presenti sul nostro territorio, molte delle quali nella valle centrale, bene si presterebbero a questo tipo di utilizzo.

 

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