Valle d’Aosta, via libera all’Osservatorio su legalità e mafia: PCP si astiene
Politica
di Federico Donato  
il 20/01/2022

Valle d’Aosta, via libera all’Osservatorio su legalità e mafia: PCP si astiene

La I Commissione consiliare ha approvato la proposta di legge; Erika Guichardaz e Minelli: «Voto frettoloso»

Semaforo verde dalla I Commissione consiliare “Istituzioni e Autonomia” alla proposta di legge per l’istituzione dell’Osservatorio regionale permanente sulla legalità e criminalità organizzata e di tipo mafioso. Nella riunione andata in scena giovedì 20 gennaio, il parere favorevole è passato a maggioranza, con l’astensione del gruppo PCP.

Depositata il 26 novembre scorso dai componenti l’Ufficio di Presidenza (Alberto Bertin, Corrado Jordan, Aurelio Marguerettaz, Paolo Sammaritani e Luca Distort), l’iniziativa si compone di 10 articoli e intende intervenire per rafforzare il presidio della legalità nel territorio istituendo, presso il Consiglio regionale, un Osservatorio permanente quale organo provvisto di una propria fisionomia e struttura, di autonomia regolamentare e funzionale.

«Oggi – afferma il vicepresidente della Commissione, Giulio Grosjacques (UV) -, abbiamo sentito due componenti della Commissione straordinaria del Comune di Saint-Pierre, la referente dell’Associazione Libera Valle d’Aosta e il Presidente del Consiglio comunale di Aosta. Dalle audizioni è stata confermata la bontà e la completezza dell’impianto della proposta».

Si dice «soddisfatto» il presidente del Consiglio Valle, Alberto Bertin, il quale relazionerà in Aula sul testo di legge: «Con l’istituzione dell’Osservatorio, aggiungiamo un ulteriore strumento di conoscenza del fenomeno mafioso, il cui sviluppo è in continua evoluzione e che necessita di un’attenzione costante».

L’astensione di PCP

«Oggi è iniziato l’esame del testo, subito conclusosi – dicono le consigliere Erika Guichardaz e Chiara Minelli (PCP) -. Infatti, senza tener conto di quanto emerso dalle audizioni stesse, dal dibattito e dalle richieste di approfondimento e di modifica per migliorare il testo formulate dal nostro gruppo e dagli auditi, si è voluto votare frettolosamente la proposta di legge con la nostra astensione e il voto favorevole di Forza Italia in rappresentanza del Consigliere Restano, assente per motivi personali».

«Siamo profondamente convinte dell’importanza di tale Osservatorio che la Regione aspetta da tempo – aggiungono -, ma riteniamo che la relazione e l’articolato proposti siano poco incisivi, soprattutto se paragonati con altri testi quali la precedente proposta di legge (mai approvata) presentata dai consiglieri Bertin, Certan, Chatrian, Morelli e Roscio nel 2015 e lo schema-tipo elaborato dall’Assemblea dei presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e Province autonome».

In particolare, evidenziano da PCP, «nella composizione dell’Osservatorio non viene inserita tra i membri effettivi l’associazione Libera che opera da anni in Valle d’Aosta per la legalità; non si prevedono fra le associazioni invitate quelle ambientaliste, che monitorano il fenomeno delle ecomafie; non è previsto un ruolo specifico per la costituenda Consulta per la legalità del Comune di Aosta e per il Tavolo tecnico permanente sulla corresponsabilità educativa e sulla legalità, che da tempo opera fattivamente sul territorio regionale; infine non si è armonizzata questa proposta con altri strumenti già esistenti quali la legge 11/2010. A differenza di quanto affermato dal Vicepresidente di Commissione, l’impianto della proposta manca di completezza e organicità, tant’è che il primo firmatario, Alberto Bertin, l’ha definita un “work in progress”, ammettendo che dovrà essere modificata fin da subito.  Dopo anni di discussioni sull’Osservatorio e di vari testi di legge, dedicare qualche giorno in più a un lavoro di approfondimento per recepire le osservazioni migliorative, poste sia da alcuni auditi sia dal nostro gruppo, ci sarebbe sembrato logico e sensato. A questo punto – concludono da PCP – auspichiamo ci siano ancora margini per un miglioramento nel dibattito consiliare».

(f.d.)

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