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Sciopero generale Cgil e Uil: «Manovra iniqua, non guarda a giovani, pensionati e poveri»

Presidio anche in Place Deffeyes ad Aosta. Vilma Gaillard e Ramira Bizzotto tuonano contro la legge di bilancio del Governo Meloni

Sciopero generale Cgil e Uil: «Manovra iniqua, non guarda a giovani, pensionati e poveri»
I partecipanti al presidio di Place Deffeyes

«Una manovra iniqua, che non guarda al futuro dei giovani e delle persone meno abbienti». Ci vanno giù duro contro la legge di bilancio del governo Meloni Cgil e Uil Valle d’Aosta nel presidio di piazza Deffeyes nell’ambito dello sciopero generale indetto a livello nazionale.

Una cinquantina le persone che si sono radunate mercoledì mattina sotto palazzo regionale per urlare tutto il proprio disappunto verso una manovra che non convince per nulla e che non segue minimamente le indicazioni date dai sindacati, incontrati dalla Premier lo scorso 9 novembre.

Sciopero generale Cgil e Uil: «Manovra iniqua, non guarda a giovani, pensionati e poveri»
Ramira Bizzotto e Vilma Gaillard

Cgil

«Le nostre proposte per fisco, lavoro e previdenza non sono state minimamente accolte» tuona la segreteria della Cgil, Vilma Gaillard, che entra poi nei dettagli, evidenziando come in materia di lavoro non si sia badato al «contenimento del precariato».

«In materia fiscale avevamo chiesto una progressività – spiega ancora -, ma le misure invece contrappongono dipendenti e mondo autonomo, con i dipendenti che avranno una tassazione tripla, creando un’ulteriore frattura».

Se il cuneo fiscale, richiesto «al 5%, per recuperare una mensilità», è stato ritoccato invece del 3% «con un risparmio medio di 12 euro al mese», misure come flat tax e aumento del tetto per l’uso del pos «premiano gli evasori – tuona Gaillard – e non garantiscono l’equità».

Pochi aiuti alla montagna

Secondo Gaillard, poi, la manovra «non è attenta al mondo della montagna – esclama ancora -. Ci sono tagli drastici per il ritorno della tassazione e poca attenzione allo sviluppo, ci saranno 10 milioni per il 2023 e 12 per il 2024 per tutti i Comuni: non consentono né recupero né investimenti».

Pensioni

Rilevata l’assenza della «pensione di garanzia per i giovani», che vivono peraltro «di precariato» si barcamenano «con lavori non continui», Gaillard sottolinea come «non c’è voglia di guardare lontano e al futuro; creeranno pensionati ancor più poveri», visto che peraltro «la rivalutazione non è confermata».

Adesione bassa

Una parentesi sulla modesta pesenza di manifestanti.

«In un periodo simile è difficile avere percentuali di adesione elevate – conclude Vilma Gaillard -. Il nostro mondo del lavoro è fortemente precario e stagionale e ora come ora rinunciare a una giornata diventa difficile; l’importante, però, è dare un segnale».

Uil

Rincara ovviamente la dose Ramira Bizzotto, segretaria della Uil Valle d’Aosta.

«È una manovra iniqua per pensionati, lavoratori e giovani» esclama Bizzotto, ricordando come non ci siano «risposte alla povertà» e come l’inserimento dei voucher fino a 10 mila euro «crea disparità e mancanza di tutele economiche, sanitarie e pensionistiche».

Bizzotto elenca possibili soluzioni.

«Ci vogliono politiche attive del lavoro, invece si tengono le persone suddite, con la busta paga che costa di più in Europa, ma con stipendi e pensioni più basse» sottolinea ancora.

Una panoramica va anche al reddito di cittadinanza.

«Nessuno vuole assitenzialismo – scandisce -, ma ci vogliono politiche attive. Allo stesso modo va rivista Opzione donna».

Mancando «misure che contrastano l’evasione fiscale», che invece «viene favorita», Bizzotto punta anche il dito su Quota 103.

«Manca progettualità, non si abolisce nemmeno la Fornero – ribadisce -. Bisogna mettere al centro le persone e invece vengono disattese tutte le aspettative».

Sanità allo sbando

L’ultimo attacco è per la sanità, su cui «non viene investito nulla».

Secondo Ramira Bizzotto, infatti, «apriremo Case della salute, ma con quali risorse visto che già oggi manca personale? – attacca ancora -. Le persone devono scegliere se mangiare o curarsi e solo chi ha soldi dimezza le liste d’attesa. Questa cosa non è degna di uno stato civile, qui manca proprio la dignità».

Contributo a Caritas e Banco alimentare

In questo senso, per sopperire almeno in parte a una politica che «non pensa al welfare», sindacati ed enti bilaterali hanno raccolto 6 mila euro «da consegnare a Caritas e Banco alimentare – conclude Bizzotto -, almeno dimostriamo di essere vicini alla gente».

Manca la Cisl

L’appoggio del Savt, almeno a livello regionale, è arrivato, mentre all’appello manca la Cisl.

«Hanno scelto la strada del dialogo – concludono le segretarie di Cgil e Uil -, visto che almeno in parte la manovra risponde alle loro richieste. Pur condividendo la piattaforma, loro ritengono che siano più utili le assemblee al loro interno. Per noi, invece, è fondamentale far sentire la nostra voce».

(alessandro bianchet)

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