Aosta, maratona bilancio: confermate le indennità di carica, ma Lega e sindaco storcono il naso
Il leghista Sergio Togni
comuni
di Alessandro Bianchet  
il 29/12/2022

Aosta, maratona bilancio: confermate le indennità di carica, ma Lega e sindaco storcono il naso

Approvata con voto contrario di Bruno Giordano e astensione di Sergio Togni il mantenimento degli emolumenti per Giunta e consiglio, ma non mancano le polemiche

Le indennità di carica rimangono invariate «come contributo al caro energia», ma Lega e sindaco storcono il naso e mettono i punti sulle i.

Si può riassumere così l’approvazione degli emolumenti per i componenti del consiglio comunale di Aosta, avvenuta in apertura della maratona per l’approvazione del bilancio di previsione, che sarà condito da 29 iniziative collegate presentate dalla minoranza.

«Più giusto adeguamento Istat»

Con la maggioranza a confermare le indennità previste già per lo scorso anno, il capogruppo della Lega, Sergio Togni, ha annunciato la propria astensione (Spirli ha votato a favore), sottolineando come «avrei visto più giusto un adeguamento Istat, visto che il costo della vita è cresciuto di oltre il 20% – ha spiegato Togni -. Mi sono sempre battutto per il giusto guadagno, il lavoro va retribuito, anche per i politici».

Togni sa che «non va di moda dirlo – ha ammesso -, ma la politica ha un suo costo, toglie le persone dalla vita quotidiana e la comunità non può non riconoscerlo. Li vediamo anche a livelli più alti e non credo che, quando nel 1945 si è stabilita un’indennità fossero tutti deficienti».

Il consigliere del Carroccio ha poi evidenziato come sia «sbagliato candidarsi con l’idea di andare a prendere un bello stipendio – ha concluso -. Si va per rendere servizio, ma questo ovviamente costa responsabilità, lavoro, preoccupazioni e rischi: è ora di dire basta a questa visione della politica. Siamo al servizio, senza un interesse secondario e va riconosciuta un’indennità indicativa dell’impegno».

«Basta con l’uno vale uno»

Ha alzato ulteriormente la posta Bruno Giordano, che ha approfittato del voto contrario per sottolineare come la «responsabilità di un sindaco è immensamente superiore a quella di un consigliere regionale – ha tuonato -. Nessuno sa quanto costi un’assicurazione a copertura e mi auguro che almeno si arrivi presto alla depenalizzazione dell’abuso d’ufficio».

Ricordato come «chi sedeva qui nello scorso millennio riceveva un emolumento molto più alto», Giordano si è schierato contro il fatto che «siamo tutti diventati figli dell’uno vale uno – ha detto -. Se non lavoro, prendo mille euro, se lavoro, 500, poi scopro che guadagno all’ora meno degli schiavi nei campi di pomodori».

L’ex sindaco ha poi puntualizzato.

«Io vengo anche gratis, mi piace la politica, ma il principio è sbagliato – ha concluso -. Se non corriamo ai ripari, non ci lamentiamo se d’ora in poi ci saranno solo liste uniche e non si vedranno più i personaggi che si vedevano in passato».

Il sindaco: «Aiuto per caro energia»

Ha votato a favore come il resto della maggioranza e della minoranza, ma ha storto il naso il sindaco Gianni Nuti.

«Per anni fare politica è stato paragonato al far parte della Casta – ha esclamato -, per un giornalista che cavalcato un trend demagogico e populista, che non ho mai apprezzato».

Il sindaco ha ricordato come tanti mi chiedono «se guadagno 6 mila euro al mese, ma non sanno che non è così – ha sottolineato -. È ora di finirla con questo attacco sui guadagni, perché per me rispetto a prima è un sacrificio, anche economico, che faccio per spirito di servizio».

Nuti non ha «detto nulla lo scorso anno, quando hanno aumentato gli emolumenti del resto d’Italia – ha continuato -, ma non posso essere d’accordo a continuare a fare i nipotini poveri. Ne va della qualità della politica».

Ecco la scelta, ma a malincuore.

«Finché non ripristineremo il finanziamento pubblico ai partiti, non abbiamo la sicurezza che le riforme elettorali non siano liberticide, perché se vinceranno i ricchi, sarà un problema per la democrazia – ha concluso -. È finito il tempo di mettere a pubblico ludibrio i politici. Noi non aumentiamo del 10% le indennità e lo facciamo come contributo alle spese energetiche, ma che questa cosa si sappia».

(alessandro bianchet)

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