Festa Pays d’Aoste Souverain, Sarteur attacca: dove sono finiti gli autonomisti di sinistra?
Politica
di Luca Mercanti  
il 08/03/2023

Festa Pays d’Aoste Souverain, Sarteur attacca: dove sono finiti gli autonomisti di sinistra?

Martedì 7 marzo a Aosta si è tenuta la Secounda Fita Nachonala de la Val d’Aouta

“Dove sono gli autonomisti di sinistra? Probabilmente è necessario che escano dai palazzi e affrontino il mondo reale”, attacca Christian Sarteur, responsabile politico di Pays d’Aoste Souverain durante la “Secounda Fita Nachonala de la Val d’Aouta” svoltasi martedì 7 a Aosta.

“Si rendano conto delle liste e i tempi d’attesa infiniti nella sanità, gli ambulatori chiusi, l’esternalizzazione di un fiore all’occhiello come la Saison Culturelle e i problemi nel settore dell’agricoltura – prosegue Sarteur -. Vorrei che abbandonassero la torre d’avorio per comprendere le difficoltà dei sindaci che sono costretti a interloquire con funzionari, vista l’assenza degli assessori. Tutto ciò ci sprona ad essere presenti sempre di più sul territorio per ascoltare”.

Michel Perret, presidente di Pays d’Aoste Souverain, sottolinea ulteriormente il significato del movimento che “non esiste perché ci siamo svegliati una mattina per caso, ma affonda le proprie motivazioni sin nel Medio Evo, in tempi lontani, quando abbiamo cominciato ad autogestirci all’interno di questo territorio”.

L’autogoverno

Proprio in riferimento al passato storico, il professore Mauro Caniggia Nicolotti racconta ai partecipanti le motivazioni della celebrazione pungendo gli amministratori: “Il Consiglio regionale celebra correttamente la Festa della Donna, ma ignora il 7 marzo. È giusto inoltre festeggiare il 26 febbraio, ma ci sono altre date fondamentali per questa regione. Dobbiamo tornare al 1536, quando dopo 300 anni di sostanziale autogoverno conseguente ad un patto con i Savoia vi è quella che alcuni considerano la vera prima guerra mondiale. La Spagna, forza dominante, invade altri territori, ma risulta strano come la Valle d’Aosta, probabilmente a causa della sua conformazione, non venga invasa. I Savoia invece fuggono, così questa terra inizia ad organizzarsi e scegliamo il Francese come lingua, addirittura prima della stessa Francia, al posto del Latino. Proprio a marzo viene creato il Conseil des Commis, un organismo che è in grado di fare tutto, amministrare dalla sanità alla difesa. L’organismo durerà, pur con le sue difficoltà e poi riducendosi numericamente, per 250 anni. Vale la pena ricordarlo.

Gli obiettivi di Pays d’Aoste Souverain

Rifocalizzando l’attenzione sull’attualità Sarteur fissa gli obiettivi di Pays d’Aoste Souverain, “Ci sono tre punti: una programmazione quotidiana legata all’azione concreta giorno per giorno, una a medio termine, che consiste nella zona franca, e una a lungo termine, che punta all’autodeterminazione della Valle d’Aosta, cioè ciò che festeggiamo oggi”.

A proposito di zona franca la vice presidente Daniela Amato rimarca alcuni passi avanti effettuati nel 2023: “A gennaio siamo stati ricevuti a Palazzo Chigi e vi è stato un margine di ascolto. La nostra intenzione adesso è trovare una collaborazione proficua con l’intero Consiglio regionale, dato che la zona franca è uno strumento per tutti i valdostani, oltre che un fattore di unione per l’intera comunità”.

(Luca Mauro Melloni)

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