Pallavolo giovanile: la nuova sfida brianzola di Serena Nardi
Serena Nardi
SPORT
di Davide Pellegrino  
il 06/11/2025

Pallavolo giovanile: la nuova sfida brianzola di Serena Nardi

La classe 2010 di Verrayes è passata dal Fenusma al Busnago: «Sono qui per inseguire il mio sogno azzurro»

La nuova sfida brianzola di Serena Nardi.

La colonia valdostana al Busnago si è arricchiata di un’unità.

Dopo Gaia Bonino, approdata in terra brianzola l’anno scorso, e Carlotta Blua, prelevata in estate, a fine agosto è arrivata nel club giallonero anche Serena Nardi.

La nuova sfida brianzola di Serena Nardi

Classe 2010 di Verrayes, alzatrice cresciuta nel Fenusma come la sorella maggiore Elisa, Serena ha iniziato a giocare nella stagione 2019-2020 e la sua passione è stata più forte della pandemia, portandola a crescere stagione dopo stagione, fino a meritarsi la chiamata dal club lombardo, la cui prima squadra milita in serie B2.

«L’importante, per noi, è che la atlete possano crescere in un contesto più grande di quello locale, inseguendo i loro sogni e assecondando il loro talento – spiega la presidente Orietta Perron -. Il Fenusma sarà sempre casa loro, ma le appoggiamo in pieno nel loro percorso pallavolistico e umano».

Capitana delle castellane, solare, tenace, Nardi ha svolto il provino a Busnago il 21 agosto sotto lo sguardo attento di una certa Manuela Leggeri, un titolo mondiale, una Champions League e tre Coppe Cev nel palmarès.

Serena Nardi: «So che qui posso migliorare tantissimo»

Serena, si aspettava la chiamata di Busnago?

«Diciamo che me l’aspettavo al 50%, già nel 2024 mi stavano monitorando».

Cosa l’ha spinta a dire sì?

«Sapere che qui in questa squadra posso migliorare tantissimo e vedere una pallavolo di livello superiore rispetto a quello che troviamo in Valle».

Serena Nardi: «Contagiata da mia sorella Elisa»

Com’è nata la sua passione per la pallavolo?

«Fin da quando ero piccola vedevo mia sorella giocare e la sera uscivamo in cortile per farlo insieme. La basi me le ha insegnate proprio lei fin da piccola, poi ho deciso di firmare anch’io per il Fenusma».

Serena Nardi: «Il salto da Verrayes alla Brianza è grandissimo»

Quanto ha trovato grande il salto dalla Valle d’Aosta alla Brianza?

«Gigantesco: niente montagne, molto più traffico, mezzi di trasporto pienissimi. L’impatto è stato strano, ero abituata alla tranquillità, qui è tutto molto più caotico».

Nuova casa, nuova scuola, nuova squadra: qual è stato il cambiamento più forte?

«Il cambiamento più forte è stato quello della scuola e della casa. A scuola ero molto affezionata ai miei compagni di classe e ho dovuto salutarti. Non vivere tutti i giorni con mia mamma e mia sorella mi fa strano, così come trovarmi in una casa con altre 16 ragazze non è la stessa cosa di stare in 3».

Com’è organizzata la sua nuova vita?

«Al mattino vado a scuola, torno a casa, faccio i compiti e studio, quindi vado ad allenarmi, torno a casa e, se non ho ancora finito, studio ancora prima di andare a dormire».

Cosa le manca di più della Valle d’Aosta?

«Sicuramente la mia famiglia, in particolare mia sorella Elisa. Poi, ovviamente, i miei amici: mi fa strano non vederli ogni giorno, così come le mie vecchie compagne di squadra».

Serena Nardi: «Voglio migliorare la tecnica e l’approccio al gioco»

Cosa si aspetta da questa esperienza?

«Di migliorare molto la mia tecnica e anche il mio approccio al gioco».

Che tipo di giocatrice è Serena Nardi?

«Sicuramente umile. So benissimo di non essere la migliore, ma sono sempre e comunque determinata a diventarlo un giorno, vicino o lontano che sia».

In cosa vuole migliorare in particolare in questa stagione?

«Voglio crescere a livello di testa, so di dover smettere di pensare su ogni pallone perso che sia colpa mia».

Serena Nardi: «Bello ritrovare Gaia Bonino»

A Busnago ha trovato Carlotta Blua e ritrovato Gaia Bonino: quanto è importante avere un po’ di Valle d’Aosta in zona?

«Carlotta l’avevo sempre solo incrociata da avversaria in palestra e adesso è la mia compagna di stanza. Gaia Bonino la conoscevo già prima ed è stato bello e importante ritrovarla, perché già prima di partire sapevo di avere qualcuno che mi avrebbe aiutata con le prime difficoltà. Tra l’altro, mi mancava giocare con lei».

Serena Nardi: «Voglio arrivare a indossare la maglia azzurra»

Dove vuole arrivare Serena Nardi?

«A indossare la divisa azzurra e sentire urlare il mio nome da un palazzetto intero quando piazzo un ace».

(d.p.)

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