Concluso il primo corso regionale: sono 18 i nuovi infermieri di famiglia e comunità
È stimato in 43 unità il fabbisogno globale, a febbraio partirà la seconda edizione del corso
Sono 18 i nuovi infermieri di famiglia e di comunità (IFeC) che hanno ottenuto l’attestato di formazione a conclusione del primo corso regionale, la cui cerimonia di consegna dei diplomi si è svolta mercoledì 10 dicembre, nella sala della Direzione strategica dell’Azienda Usl della Valle d’Aosta.
La cerimonia di consegna degli attestati
Durante l’evento i partecipanti hanno presentato anche i loro project work, frutto di un percorso formativo orientato alla realtà assistenziale valdostana. I temi vanno dalla prevenzione della disidratazione nell’anziano nelle Rsa a strumenti educativi per l’ipertensione, dalla presa in carico del piede diabetico al miglioramento dell’aderenza terapeutica, fino alla valorizzazione della Casa della Comunità e allo studio di un caso complesso socio-sanitario.
Alla cerimonia erano presenti il direttore generale Massimo Uberti, il direttore sanitario Mauro Occhi, la direttrice delle professioni sanitarie aziendali Laura Plati e l’assessore regionale alla Sanità, salute e politiche sociali Carlo Marzi, insieme alle responsabili scientifiche della formazione, le infermiere Roberta Oriani e Federica Duò. Presenti anche le tutor del corso: Lorena Nossein, Daniela Orlassino e Beatrice Terroni.
La figura dell’Infermiere di famiglia e di comunità ha assunto negli anni un ruolo sempre più centrale nelle politiche sanitarie nazionali: dal Patto per la Salute 2019-2021 al decreto-legge 34/2020, dal Piano Nazionale della Prevenzione 2020-2025 alle Linee di indirizzo della Conferenza delle Regioni del 2020, che ne definiscono in modo uniforme profilo, funzioni e standard formativi.
Obiettivo: 43 unità
Attualmente l’Azienda conta 9 infermiere in possesso del master universitario in IFeC ottenuto fuori Regione e, con i 18 nuovi professionisti formati, compie un passo significativo verso il raggiungimento del fabbisogno regionale, stimato in 43 unità.
La seconda edizione del corso a febbraio
La seconda edizione del corso, che conferma 100 ore di lezione e 100 di tirocinio, prenderà avvio a febbraio 2026 e coinvolgerà ulteriori 18 infermieri dell’Area territoriale.
L’assessore
Nel suo intervento, l’assessore Carlo Marzi ha evidenziato la portata strategica di questa figura professionale: «Già nella dicitura “Infermiere di Famiglia e di Comunità” c’è tutto ciò di cui il nostro sistema sanitario ha più bisogno: la rete, la vicinanza, la prossimità, la capacità di cogliere i bisogni e di attivarsi prima che diventino problemi. È un modello di sanità che si fonda sull’ascolto e sulla presenza, sull’andare verso le persone, in particolare quelle fragili».
(re.aostanews.it)
