Guggenheim Bilbao, crescono ancora i visitatori: 1,3 milioni nel 2025
Milano, 2 gen. (askanews) – 1.305.003: sono le persone che hanno visitato il museo Guggenheim Bilbao nel corso del 2025, 3.660 in più rispetto al 2024. I numeri di fine anno raccontano dei mesi di maggio, giugno e luglio come i migliori, a livello di afflusso, nella storia del museo e l’estate 2025 è risultata seconda solo a quella del 2023. Dati che certificano l’inizio positivo della direzione generale di Miren Arzalluz, che ha sostituito nel ruolo Juan Ignacio Vidarte.
Cresce, rispetto all’anno precedente, anche la percentuale di visitatori stranieri, che sono stati il 69% del totale con il 15% dalla Francia, il 9% dalla Germania e dal Regno Unito, il 6% dagli Stati Uniti e il 5% dal’Italia. Il restante 31% viene dalla Spagna, 10% dai Paesi Baschi e 21% dalle altre regioni, soprattutto dalla Catalogna e da Madrid.
La mostra più visitata è stata quella dedicata a Helen Frankenthaler, grande interprete della pittura gestuale statunitense nel secondo Novecento (oltre 810mila visitatori), anche se a livello di numeri ha fatto registrare un valore più alto la grande installazione digitale del progetto In Situ di Refik Anadol (una sola stanza, non una vera e propria mostra, ma in questo caso comunque un’opera monumentale, simbolo dell’utilizzo della IA), che ha visto più di 891mila visitatori. Cifre importanti anche per la retrospettiva dedicata a Barbara Kruger (657mila) e per il progetto di Vito Acconci e Sergio Prego ospitato nella sala Film & Video (750mila).
Altri aspetti rilevanti per un museo globale oggi sono la presenza digitale e il Guggenheim Bilbao ha dichiarato per il 2025 2.722.205 log sul proprio sito Web e oltre 10,3 milioni dei pagine viste. Sui social il museo bilbaino sfiora i 900mila follower su Instagram e i 400mila su Facebook. E poi c’è l’aspetto educational: oltre 81mila persone hanno partecipato alle attività organizzate – sia in presenza si online – a corredo delle mostre. Positivi anche i numeri sulla partecipazione al public program delle esposizioni.
Per come è nato ed è cresciuto insieme alla città, il Guggenheim Bilbao è anche un eccezionale motore per l’economia della intera regione, ma forse sarebbe il caso di ragionare su tutta la Spagna. In seguito alle attività del museo – che in fondo è stato il creatore della Bilbao contemporanea, intesa come la città che è oggi – è stata generata una domanda di oltre 782 milioni di euro nei Paesi Baschi e il contributo del Guggenheim al PIL è stato di 676,7 milioni. I posti di lavoro che il museo ha contribuito a mantenere nel 2025 sono 14.319 e il livello di autofinanziamento dell’istituzione museale, che peraltro gode del sostegno delle principali imprese e banche basche, è arrivato al 78%.
Sono dati che fanno impressione e che chiariscono come i grandi musei globali siano oggi attori economici decisivi e generino un’attrattività che va ampiamente oltre il semplice ambito culturale. Certo, Bilbao non è New York per quantità dell’offerta, ma forse proprio per questo qui è possibile constatare in modo ancora più evidente la forza della proposta culturale e il bisogno – ovvero la domanda – a cui risponde. L’edificio unico che ospita il Guggenheim Bilbao, e a fine 2025 è anche scomparso il suo creatore, l’architetto Frank O. Gehry, è stato il primo tassello di un progetto finanziariamente colossale nei sui esordi, ma che ha rapidamente giustificato gli investimenti. Poi sono venute le collezioni, le mostre, ma soprattutto il senso di un luogo che si identificava con quell’edificio e intorno a esso ha modellato la sua nuova identità urbana, Oggi Bilbao è una città dinamica a livello di arte, architettura, ma anche di cucina, ospitalità e commercio. Il tutto mantenendo un forte radicamento identitaria basco (alle conferenze stampa internazionali si comincia sempre con i saluti e l’introduzione in basco) che è un altro degli elementi principali della ricetta di successo del museo. Che a fine 2025 ha anche inaugurato una mostra sulle Arti della Terra che potrebbe rappresentare uno scarto importante nel modo in cui l’arte contemporanea – e con essa l’istituzione museo – affronta il tema della crisi climatica. E anche questo è un modo in cui un luogo di cultura mantiene la propria rilevanza: ossia parlando della realtà del nostro tempo. (Leonardo Merlini)
