Strage di Crans-Montana, Jacques Moretti ammette: l’uscita di emergenza del bar era chiusa a chiave
AskaNews
di admin Administrator  
il 10/01/2026

Strage di Crans-Montana, Jacques Moretti ammette: l’uscita di emergenza del bar era chiusa a chiave

Roma, 10 gen. (askanews) – La voce circolava da tempo, adesso è confermata secondo la stampa svizzera. L’uscita di emergenza situata nel seminterrato del Le Constellation – il locale nell’esclusiva stazione sciistica di Crans-Montana teatro della strage di Capodanno, costata la vita ad almeno 40 persone sei delle quali di nazionalità italiana – era chiusa a chiave. A dirlo non sono né testimoni né dipendenti del locale (che aveva la licenza solo come bar), ma lo stesso proprietario.

Secondo le informazioni incrociate dai cronisti di Rts (Radio televisione svizzera), Jacques Moretti ha dichiarato agli inquirenti di aver constatato, la notte della tragedia, che la porta di emergenza era chiusa dall’interno. Sempre secondo Rts, il titolare del locale, arrivato sul posto dopo l’incendio, ha affermato di aver sbloccato personalmente la porta dall’esterno e di aver trovato diversi corpi senza vita ammassati davanti alla porta.

Moretti, da ieri in custodia cautelare a causa del pericolo di fuga, ha inoltre dichiarato di non sapere perché quella uscita fosse stata bloccata. Spetterà ora all’inchiesta penale, condotta da quattro procuratrici, stabilire se dice la verità.

Una cosa è certa, sottolineano i media svizzeri: questo elemento è determinante per l’indagine. E il motivo è semplice: diversi avventori del bar hanno tentato di fuggire da quella uscita di emergenza quando è scoppiato l’incendio, ma si sono trovati bloccati dietro la porta e quindi condannati a morte. Nel caso in cui il pm dovesse ritenere che Jacques e la moglie Jessica Moretti – finita ai domiciliari con braccialetto elettronico – abbiano una parte di responsabilità nel fatto che la porta fosse chiusa, questo potrebbe riqualificare i reati contestati nei loro confronti.

Attualmente, gli imputati devono rispondere di omicidio colposo, incendio colposo e lesioni personali colpose. Ma se le procuratrici dovessero ritenere che i sospettati sapessero che la porta era chiusa, che questo fosse estremamente pericoloso e che abbiano accettato di correre questo rischio, le pm potrebbero allora configurare l’ipotesi di omicidio con dolo eventuale.

In tal caso, Jacques e Jessica Moretti rischierebbero fino a venti anni di reclusione. Rts è venuta inoltre a conoscenza di un altro elemento fondamentale del dossier, che riguarda la schiuma del soffitto. Interrogato dagli inquirenti, Jacques Moretti ha dichiarato di aver sostituito lui stesso la schiuma all’epoca. Ha spiegato di aver rimosso la vecchia schiuma acustica e di averla sostituita con una schiuma acquistata nel negozio di bricolage Hornbach. La schiuma acustica è un materiale infiammabile che potrebbe aver favorito la rapidissima propagazione delle fiamme e lo sviluppo di fumi tossici che hanno reso l’aria irrespirabile in pochi minuti.

Come già rivelato da Rts, i dipendenti del bar erano consapevoli dei rischi legati a questa schiuma. Durante il Capodanno 2019-2020, come testimoniato da alcuni video circolati sui social network, un cameriere aveva infatti messo in guardia alcuni clienti dal rischio di incendiare le protezioni fonoassorbenti del soffitto. Anche questo elemento potrebbe indurre le pm incaricate dell’inchiesta a contestare agli imputati l’ipotesi di omicidio con dolo eventuale.

[Ha detto di non sapere il perché, l’inchiesta dovrà stabilire se dice verità. Lui stesso aveva installato la schiuma fonoassorbente|PN_20260110_00069|in04 rj01| https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/01/20260110_154040_54056014.jpg |10/01/2026 15:40:49|Strage di Crans-Montana, Jacques Moretti ammette: l’uscita di emergenza del bar era chiusa a chiave|Svizzera|Estero]

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