«Ambiente tossico al Liceo Classico di Aosta tra veleni e comportamenti inopportuni», il consigliere Perron: «L’assessore Lavevaz ha promesso maggiori controlli, noi continueremo a vigilare»
La sede del Liceo Classico XXVI febbraio di Aosta
ATTUALITA', Scuola
di Redazione Aostanews.it  
il 14/01/2026

«Ambiente tossico al Liceo Classico di Aosta tra veleni e comportamenti inopportuni», il consigliere Perron: «L’assessore Lavevaz ha promesso maggiori controlli, noi continueremo a vigilare»

La vicenda, discussa in Consiglio regionale a porte chiuse a seguito di un'interpellanza dell'esponente della Lega Vallée d'Aoste, è emersa dopo la consegna di un plico anonimo recapitato alla dirigente e a 16 docenti del Licam

«L’assessore Lavevaz ha promesso maggiori controlli, ma la sua risposta è stata troppo blanda, continueremo a vigilare su questa brutta vicenda del Liceo Classico».

Il consigliere regionale Simone Perron commenta così la risposta ricevuta in Consiglio regionale durante il dibattito a porte chiuse sull’interpellanza presentata sulla situazione al Liceo Classico XXVI febbraio di Aosta.

Vista la delicatezza della questione, con riferimenti specifici a insegnanti e a studenti, la seduta è stata secretata.

«Veleni tra insegnanti al Liceo Classico di Aosta»

La vicenda è emersa a settembre 2025, quando un plico senza timbro postale e mittente è stato consegnato direttamente a scuola.

Il pacco, accompagnato da una lettera anonima, era indirizzato alla dirigente del Liceo Classico Artistico e Musicale e a 16 insegnanti.

«Nel plico in questione – si legge nell’interpellanza firmata dall’esponente della Lega Vallée d’Aoste -, oltre alla lettera introduttiva, vengono documentati tramite screenshot di chat WhatsApp e Classroom, stralci di conversazioni intercorse tra un ex docente e gli alunni di una classe dell’anno scolastico 2023/24, da cui si evince il tentativo, non si capisce a quale titolo, di spingere i ragazzi della classe in questione a scrivere una lettera alla dirigente contro una professoressa dello stesso istituto, ritenuta in qualche modo inidonea».

«Eccessiva familiarità tra docenti e alunni»

Non solo, perché Perron porta all’attenzione dell’aula altri comportamenti che definisce inopportuni.

«Da presa visione del verbale del collegio sottosezione “Liceo classico” – prosegue il consigliere regionale leghista -, riunitosi in data 8 ottobre 2025 in seguito agli avvenimenti sopra menzionati, si evincono:

l’eccessiva familiarità nei rapporti tra l’ex docente in questione e presumibilmente altri docenti attualmente in servizio, specialmente al Liceo Classico, comprendente possibili uscite serali, cene, gite o addirittura vacanze con alunni, con palese e possibile reiterata violazione del codice deontologico da parte di alcuni insegnanti;

la mancata comunicazione alla dirigente da parte dello stesso ex docente di un avvenimento potenzialmente pericoloso, probabilmente nel tentativo di accattivarsi il favore della classe per poterla influenzare in maniera più efficace successivamente;
l’atteggiamento (…) di suggerire agli alunni di schierarsi contro un docente tramite lettere e interventi dei genitori, al fine di non avere più lo stesso professore l’anno successivo e, presumibilmente, favorire docenti appartenenti a uno stesso “pantheon” del Liceo classico».

«Atteggiamenti figli di un ambiente di lavoro tossico»

Perron rincara ulteriormente la dose al termine dell’interpellanza.

Secondo quanto scrive, infatti, emergerebbero «atteggiamenti potenzialmente definibili come mobbing o quantomeno figli di un ambiente di lavoro tossico, nel quale la delazione riguardante presunte mancanze degli altri insegnanti viene effettuata “omissis”, cosa che renderebbe difficile “omissis”, e una tra le cause di diaspora verso le altre scuole negli anni del ginnasio».

E, poi, «una sofferenza da parte dell’utenza e/o degli stessi docenti; la presenza di una concezione elitaria e di un certo classismo indotto negli alunni del Liceo Classico da alcuni docenti, anch’esso causa del calo di iscrizioni; l’utilizzo non corretto di canali di comunicazione tra alunni e docenti diversi da quelli istituzionali, potenzialmente in grado di attivare gli interventi delle forze dell’ordine, nonché l’anomala presenza di elementi esterni (…) nelle chat interne delle classi e di filone; la consapevolezza da parte del corpo docente che tali atteggiamenti possano sfociare in denunce penali, dovuti alla mancata “omissis” da parte di chi li mette in atto, in grado di creare un grave danno di immagine all’istituzione».

Simone Perron: «L’assessore Lavevaz ha garantito più controlli»

«Non sono emersi fattori diversi da quanto avevamo potuto evincere dal verbale di istituto redatto dopo la ricezione della lettera anonima con plico annesso – sottolinea Simone Perron al termine della discussione dell’interpellanza -. Le risposte sono state generiche, l’unica novità è che l’assessore alla pubblica istruzione Erik Lavevaz ha assicurato che da adesso verranno fatti maggiori controlli. Ci è stato anche spiegato che dopo un’interlocuzione con l’avvocatura regionale è stato deciso di non procedere in altri modo».

Simone Perron: «Nella scuola ambiente tossico che va a detrimento di iscrizioni e formazione delle classi»

«A noi premeva portare porre l’attenzione su un ambiente che viene descritto come tossico, che presenta notevoli problematiche – aggiunge Perron -. Alcuni professori, non certo tutti, contribuiscono a un clima non buono che va anche a detrimento delle iscrizioni e della formazione delle classi di una scuola che, invece, dovrebbe il massimo blasone possibile».

Simone Perron: «Dall’assessore risposta blanda, continueremo a vigilare»

«Il nostro obiettivo era fare chiarezza e la risposta dell’assessore ci sembra troppo blanda, per cui dovremo vederci maggiormente chiaro – conclude Perron -. Metteremo in atto ogni tentativo per cui le storture, quando ci sono (e ci sembra di aver dimostrato che in questo caso ci sono, compreso il malessere tra alunni e docenti), debbano essere evitate e raddrizzate. Ci muoveremo ancora, faremo ulteriori iniziative e, proprio in quest’ottica, abbiamo già attivato i nostri canali sia a livello ministeriale che con la dirigenza nazionale del partito».

(re.aostanews.it)

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