Con l’opera Per aspera ad astra lo scultore Donato Savin celebra i minatori e le vittime del Covid
Sarà inaugurata giovedì prossimo 22 gennaio ad Aosta, nella sede di Cogne Acciai Speciali.Resterà esposta ad Aosta fino al 15 luglio per poi trovare la sua collocazione definitiva nella piazza centrale di Cogne
Con l’opera Per aspera ad Astra lo scultore Donato Savin celebra i minatori e le vittime del Covid.
Dedicata ai minatori, a coloro che hanno contribuito a costruire l’identità della comunità di Cogne e a chi è venuto a mancare durante la pandemia, l’opera di Donato Savin Per aspera ad astra si configura come un ponte tra passato e futuro, tra memoria collettiva e tensione verso la rinascita.
Donato Savin all’opera
L’inaugurazione
Sarà inaugurata giovedì prossimo 22 gennaio ad Aosta, nella sede di Cogne Acciai Speciali.Resterà esposta ad Aosta fino al 15 luglio per poi trovare la sua collocazione definitiva nella piazza centrale di Cogne, entrando a far parte della mostra ‘La vita attorno a me’.
Spiega Savin: «Ho ideato questa scultura durante il periodo della pandemia, vedendo i camion che a Bergamo trasportavano le salme delle persone decedute. Da lì è nata una riflessione sul Covid come messaggio della natura, un richiamo al rispetto. I rami, molto lucidi, in acciaio inox, vogliono rappresentare la rinascita della nostra società; i cuori sono invece un omaggio alle persone che ci hanno lasciato».
L’opera
Nella scultura di Savin si compie idealmente un cerchio: la materia prima che ha alimentato lo sviluppo della Valle viene restituita alla comunità sotto forma di opera d’arte. La trasformazione del materiale diventa così atto simbolico, carico di significato civile e umano, concepito come luogo di memoria, ma anche di rigenerazione.
