Khamenei: Trump “criminale”, migliaia di morti nelle proteste
Milano, 18 gen. (askanews) – La Guida suprema dell’Iran, Ali Khamenei, ha definito il presidente degli Stati Uniti Donald Trump un “criminale” per il suo sostegno ai manifestanti iraniani, attribuendo ai disordini scoppiati a fine dicembre la responsabilità di “diverse migliaia” di morti.
Lo riferisce l’Ap citando un discorso trasmesso sabato dalla televisione di Stato in cui Khamenei ha parlato per la prima volta dell’entità delle vittime legate all’ondata di proteste iniziata il 28 dicembre e culminata in una repressione sanguinosa. Secondo la Guida suprema, le manifestazioni avrebbero provocato “migliaia di morti”, senza fornire ulteriori dettagli.
“In questa rivolta il presidente degli Stati Uniti è intervenuto personalmente, ha incoraggiato le persone sediziose ad andare avanti e ha detto: ‘Vi sosteniamo, vi sosteniamo anche militarmente’”, ha affermato Khamenei, che detiene l’ultima parola su tutte le questioni di Stato. Il leader ha ribadito l’accusa secondo cui Washington mira a dominare le risorse economiche e politiche dell’Iran.
Trump ha replicato chiedendo la fine del potere quasi quarantennale di Khamenei. Il botta e risposta è arrivato il giorno dopo un apparente cambio di tono del presidente Usa, che aveva affermato che “l’Iran ha annullato l’impiccagione di oltre 800 persone”, aggiungendo di “rispettare molto” tale decisione. Trump non ha però chiarito con chi abbia parlato a Teheran per confermare l’eventuale sospensione delle esecuzioni. Le sue dichiarazioni sono state lette come un possibile segnale di allontanamento dall’opzione militare.
L’agenzia ufficiale Irna ha riferito che il procuratore generale di Teheran, Ali Salehi, ha liquidato le parole di Trump come “affermazioni inutili e irrilevanti”, sottolineando che l’atteggiamento delle autorità iraniane resta “severo, preventivo e rapido”.
Nel suo intervento, Khamenei ha inoltre definito i manifestanti “soldati semplici” degli Stati Uniti, accusandoli di aver distrutto moschee e centri educativi. “Colpendo la popolazione, hanno ucciso diverse migliaia di persone”, ha concluso, tornando a indicare Washington come responsabile morale delle violenze.

