Il Consiglio regionale onora il Giorno della Memoria; Lotto attacca FdI, Lega, Pla e Renaissance
Tanti interventi per commemorare il Giorno della Memoria; sui social, l'assessore agli Affari Europei punta il dito sul «silenzio assordante» di Fratelli d'Italia, Lega, Pla e Renaissance
Il Consiglio regionale ha onorato il Giorno della Memoria, ma a margine ecco scoppiare la polemica.
Giorno della Memoria tra ricordo e polemica in Consiglio regionale, dove è stato celebrato il 27 gennaio, la giornata istituita dal Parlamento italiano con la legge n. 211 del 2000, per commemorare lo sterminio e le persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti, nell’anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz.
Giorno della Memoria, la commemorazione
Ad aprire gli interventi il presidente del Consiglio, Stefano Aggravi, che ha sottolineato come l’istituzione abbia scelto di commemorare l’anniversario con il ricordo dell’alpino valdostano Giulio Giunta, deportato nei campi di prigionia tedeschi, la cui storia è stata raccontata dalla nipote Arianna Riccio.
«Lo abbiamo fatto perché ricordare non significa ripetere un rito, ma condividere storie reali, capaci di avvicinare il passato e di trasmettere ai più giovani i valori della libertà e della responsabilità» ha spiegato Aggravi.
La capogruppo di Avs, Chiara Minelli, ha sottolineato come la giornata «richiede sobrietà e rigore: ricordare significa assumersi una responsabilità storica e interrogarsi sul presente. Il 27 gennaio dovrebbe restare, anche nelle istituzioni, un giorno di vigilanza: sul linguaggio, sulle semplificazioni, sulle disumanizzazioni progressive, non un giorno per certificare appartenenze politiche ma per misurare la distanza sempre più fragile tra civiltà e barbarie».
Clotilde Forcellati, vice capogruppo Pd, ha citato il libro “Se solo il mio cuore fosse pietra” di Titti Marrone.
«Oggi, mentre la cronaca ci restituisce immagini di infanzie ancora violate da conflitti e indifferenza, ricordare la Shoah attraverso gli occhi di quei bambini significa ribadire un impegno politico solenne, lottare contro ogni forma di disumanizzazione e garantire che nessun bambino debba più curarsi di avere un cuore di pietra per sopravvivere alla realtà che noi adulti stiamo costruendo» ha detto Forcellati.
Luisa Trione, vice capogruppo di Centro Autonomista, ha sottolineato come «ricordare significa impedire che la violenza e l’odio trovino spazio nella nostra società e impegnarsi affinché ogni piccola avvisaglia venga riconosciuta e contrastata – ha detto -. La memoria si realizza quando diventa educazione: come istituzioni abbiamo il dovere di sostenere la scuola, le associazioni, i luoghi della cultura affinché il Giorno della Memoria non sia un momento isolato, ma parte di un percorso continuo di formazione civica e democratica».
«La memoria non è solo un dovere morale verso le vittime, ma un pilastro della nostra democrazia – ha spiegato il capogruppo di Forza Italia, Pierluigi Marquis -. Come Forza Italia, sentiamo forte il dovere di ribadire che ogni forma di antisemitismo, razzismo e odio ideologico va contrastata senza ambiguità. Non esistono giustificazioni culturali, politiche o storiche per chi nega, minimizza o relativizza ciò che è accaduto. La memoria, però, non deve essere retorica: deve tradursi in un impegno concreto, soprattutto verso le nuove generazioni».
Corrado Jordan (Uv), ha evidenziato che il Mouvement «ricorda l’importanza di questa giornata: l’intolleranza, l’odio e l’aggressività verso persone e comunità, fondate su differenze religiose ed etniche, devono essere condannate senza riserva – ha detto -. L’obiettivo è non dimenticare questo momento drammatico del nostro passato, affinché tali avvenimenti non possano riprodursi, vigilando affinché il tempo non cancelli la memoria e non permetta a nessuno di negare ciò che è accaduto».
Il presidente della Regione, Renzo Testolin, ha ricordato le iniziative messe in campo e ha sottolineato l’importanza di «promuovere presso le giovani generazioni gli ideali di democrazia, da valorizzare durante tutto l’anno e non solo nel giorno della commemorazione».
Giorno della Memoria, la polemica, Lotto: «Silenzio assordante da FdI, Lega, Pla e Renaissance
A margine degli interventi, la polemica si è innescata sui social.
Ad accendere la miccia, l’assessore agli Affari europei, Leonardo Lotto, che ha attaccato in una storia sulla propria pagina Instagram.
«Sono basito – ha esordito -. Oggi è iniziato il Consiglio Regionale. Ovviamente abbiamo iniziato con alcune dichiarazioni sulla Giornata della Memoria. Un rappresentante per ogni gruppo consigliare ha fatto una dichiarazione. Fratelli d’Italia, Lega, Pour l’Autonomie e Renaissance sono stati in silenzio senza spendere neanche una parola. Un silenzio assordante».
Fratelli d’Italia: «Non volevamo alimentare sterili polemiche»
Non è voluto intervenire «per non alimentare sterili polemiche su una parte della nostra storia già ampiamente condannata».
Questa la posizione presa dal gruppo di Fratelli d’Italia, che in un comunicato ha replicato all’accusa mossa da Leonardo Lotto.
«Facciamo nostre le parole della nostra Leader Giorgia Meloni che, con chiarezza, ha esplicitato: “Torniamo a condannare la complicità del regime fascista nelle persecuzioni, nei rastrellamenti, nelle deportazioni. Una pagina buia della storia italiana, sigillata dall’ignominia delle leggi razziali del 1938″, durante la cerimonia al Quirinale – si legge nella nota -. Ci uniamo anche alle parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha sottolineato che “nella Repubblica non c’è posto per il veleno dell’odio razziale, per i germi della discriminazione, per l’antisemitismo che affiora ancora pericolosamente, per coloro che predicano la violenza, per chi coltiva ideologie di oppressione, di sopraffazione, per chi coltiva odio”. Altresì nostro è il pensiero espresso dalla Senatrice Liliana Segre, “non si può usare Gaza contro il Giorno della Memoria. Non può succedere che diventi occasione di una vendetta contro le vittime di allora”».
Andrea Manfrin: «Qualcuno non parla in aula, ma si fa bello sui social»
Nel corso del pomeriggio, è intervenuto il consigliere leghista Andrea Manfrin, che non le ha mandate a dire. «All’interno di quest’aula qualcuno ha fatto polemica su chi è intervenuto o non è intervenuto – ha detto, con chiaro riferimento a Lotto -. Se qualcuno ritiene di intervenire, lo può fare, c’è anche la libertà di non intervenire se non si ha altro da aggiungere. Chiedo che venga reiterato questo richiamo alla responsabilità sull’uso dei social. Qualcuno non parla in aula, ma si fa bello sui social».
(al.bi.)

