Chambre: meno imprese, ma più strutturate, ecco come cambia l’economia valdostana
Il registro delle imprese segna uno stock in discesa nel 2025, frutto della cancellazione d'ufficio di tante realtà ferme da tempo. Salgono i servizi e resistono le imprese storiche. Sapia: «Economia si trasforma, ma non è in difficoltà»
Meno imprese, ma più strutturate e con un aumento delle società di capitale di oltre il 3%. Il tutto per un’economi che appare viva.
Sono i dati che emergono, per il 2025, dall’analisi sul registro delle imprese elaborata dalla Chambre Valdôtaine.
Chambre: calano le imprese
L’analisi della Chambre Valdôtaine mostra una fase di «profonda trasformazione strutturale, più qualitativa che quantitativa» delle imprese valdostane.
A fronte di un rafforzamento strutturale, lo stock d’imprese registra un calo.
A fine 2025, infatti, sono 11.956 le imprese in Valle d’Aosta, in calo rispetto alle 12.376 del 2024.
Nel corso dell’anno, però, le nuove iscrizioni sono state 640, a fronte di 609 cessazioni, con un saldo naturale positivo di 31 imprese.
Ecco quindi che la contrazione dello stock è riconducibile, in gran parte, alle cancellazioni d’ufficio di posizioni non operative da tempo. Insomma, un riordino amministrativo, che consente di dare una fotografia più fedele dell’economia regionale.
Imprese: le forme giuridiche
Secondo la nota della Chambre, il cambiamento più significativo si registra in materia di forme giuridiche.
Le società di capitale, infatti, registrano una crescita del 2,91%, con un saldo positivo di 74 imprese (145 iscrizioni e 71 cessazioni). Il dato restituisce quindi l’idea di un’evoluzione verso modelli imprenditoriali più strutturati, capitalizzati e orientati alla managerialità.
Le società di persone sono in calo dello 0,96%, mentre le ditte individuali restano sostanzialmente stabili (-0,10%, con un saldo di meno 7 imprese, frutto delle 404 iscrizioni e 411 cessazioni).
Imprese: aumentano i servizi
Il cambiamento dell’economia rossonera emerge anche dall’analisi settoriale.
I servizi alle imprese sono il principale motore della crescita, con un incremento del +1,33%, che porta il numero a 1.672 imprese, segno di una crescente domanda di attività professionali, consulenziali e legate all’innovazione.
Commercio, costruzioni e comparto turistico registrano invece una contrazione numerica.
Le costruzioni calano del -3,24%, arrivando a 2.327 imprese, ma restano il settore più rappresentato (19,5% del totale).
Alloggio e ristorazione, infine, si fermano a 1.787 imprese, in flessione del 3,67%.
Imprese del mondo artigianale
Dinamiche simili per il mondo dell’artigianato, che conta su 3.500 imprese, circa il 30% dell’economia rossonera.
L’intero comparto registra una contrazione del -3,07% rispetto al 2024, con un peso ancora predominante delle costruzioni (1.758 imprese, 50,2% del totale, ma in flessione del 3,41%).
Più contenuto il calo delle attività artigiane nei servizi alle imprese (-0,31%).
Imprese: il confronto
La Chambre realizza anche un confronto con il dato nazionale e quello relativo al Nord-Ovest.
Il tasso di crescita demografica delle imprese regionali si attesta allo 0,25%, inferiore alla media del Nord-Ovest (+1%) e a quella nazionale (+0,96%).
Al contempo, la Valle d’Aosta registra una maggiore resilienza del tessuto imprenditoriale storico.
La flessione delle società di persone è infatti più contenuta (-0,96%) rispetto al dato medio italiano (-1,39%), confermando la solidità delle imprese a conduzione familiare e radicate sul territorio.
Imprese, il presidente della Chambre: «Economia in profonda trasformazione»
Analizza la situazione il presidente della Chambre, Roberto Sapia.
«I numeri del 2025 ci restituiscono l’immagine di un’economia che non è in difficoltà, ma che sta attraversando una fase di trasformazione profonda e necessaria – spiega Sapia -. Il saldo naturale di flussi positivo di 31 imprese dimostra che la capacità di fare impresa in Valle d’Aosta è viva e continua ad attrarre nuove iniziative. La riduzione dello stock complessivo non è un segnale di debolezza, ma il risultato di un’operazione di trasparenza che rende il Registro Imprese più aderente alla realtà economica del territorio».
Roberto Sapia entra poi nei dettagli.
«Il dato più significativo è la crescita delle società di capitale, che aumentano di quasi il 3%: è la prova che sempre più imprese scelgono modelli organizzativi più strutturati, in grado di investire, innovare e competere – analizza ancora il presidente della Chambre -. Allo stesso tempo, l’espansione dei servizi alle imprese indica una domanda crescente di competenze e attività ad alto valore aggiunto. I settori tradizionali stanno vivendo una fase di selezione e consolidamento che non va letta in chiave negativa, ma come un processo di rafforzamento. In questo contesto, la maggiore tenuta delle imprese storiche e a conduzione familiare rispetto alla media nazionale rappresenta un punto di forza su cui costruire le politiche di sviluppo dei prossimi anni».
(al.bi.)
