L’avanscoperta della Fiera di Sant’Orso: all’Atelier de Métiers più di 70 espositori
Rimarrà aperto fino al 1° febbraio, in piazza Chanoux l'Atelier des Métiers ha già impressionato i visitatori con vere e proprie opere d'arte
Sono la fanteria dell’armata dei più di mille artigiani. Quelli che arrivano prima, l’avanscoperta della Foire de Saint Ours.
Circa 70 espositori, tra maestri, decani della fiera, professionisti.
E centinaia le opere che portano: tutte opere d’arte, che siano complementi d’arredo, bassorilievi, sculture o drappi finemente incrociati.
In piazza Chanoux ad Aosta, l’apertura dell’Atelier des Métiers ha già impressionato moltissimi visitatori.
Di seguito alcuni degli artigiani intervistati, ma per tutte le foto e le interviste, le informazioni sulla Foire, le curiosità e tanto altro non perdetevi il numero di Gazzetta Matin, il primo dei due consueti speciali Foire, che verrà distribuito domani in piazza Chanoux.
Stefano Arnodo e la scultura in ricordo di Erika Giorgetti
Una bellissima donna i cui capelli svolazzano accarezzati dal vento.
È questa una delle opere presentata da Stefano Arnodo di Pont-Saint-Martin nell’Atelier des Métiers 2026, in ricordo dell’amica Erika Giorgetti, mancata tragicamente in un incidente sulla cresta del Rothorn (Val d’Ayas).
«L’idea era di fare un’opera insieme, lei creava i fiori di legno – racconta all’Atelier des Métiers Arnodo -. Purtroppo non sono riuscito a finirla in tempo, Erika è mancata. Ma vive anche in quest’opera, che hanno poi comprato i suoi genitori».
Sebastiano Yon e il mondo dell’artigianato tutto in una sfera
Sebastiano Yon ha accolto i visitatori dell’Atelier con una monumentale sfera fatta di pietra, legno e giunti di acciaio.
Circa un metro di diametro di galletti, i tipici cuori valdostani, sabot e grolle. Un’opera in onore dell’Artigianato, con la a maiuscola.
«È formata da un aparte sottostante, tutta in pietra, come un guscio. Nella parte superiore tutti i pezzi d’artigianato incollati con “sbarre d’acciaio”. La parte più difficile è dare la forma, che ho fatto senza supporti».
Manuel Baravex e le sperimentazioni “audaci” di quest’anno
Lo conoscono tutti per i suoi “petit-pegno”, gnometti medievali quasi sempre molto arrabbiati. Quest’anno Manuel Baravex ha deciso di uscire “dalla sua zona di comfort” e osare.
Motivi geometrici, risultato di uno dei suoi meticolosissimi studi storici sul Medioevo, drappeggi e delle particolari marionette.
Ory Danieli e la conciliazione delle sue due passioni: artigianato e musica
Ory è un giovane artigiano che è riuscito a conciliare le sue due passioni: artigianato e musica. Accantonata l’arte orafa, la musica ha così preso forma nelle sue forme di legno.
Allievo di Sebastiano Yon, Ory promette che tra qualche anno debutterà sui suoi banchi una creazione speciale: un violino con il fondo intagliato.
Katia Capuzzo e il debutto in Atelier
Ci ha pensato per più di 30 anni, poi la decisione è arrivata, ponderata: diventare un’artigiana professionista.
Per il suo primo giro di giostra tra i maestri, Katia propone alcune delle sue sperimentazioni, che aveva lasciato accantonate dopo il Covid: dei tatà di ceramica con le ruote in legno.
Il maestro artigiano Dario Berlier e i suoi Bois précieux
Dario Berlier per la sua esposizione all’Atelier des Métiers 2026 porta una collezione di legni preziosi.
Luciano Regazzoni e la “lieudze” (slitta in patois) che trova una nuova vita
Recuperando una vecchia slitta Luciano Regazzoni realizza un tatà tirato da uno dei suoi personaggi medievali.
«La forma del pezzo mi ha suggerito l’idea – racconta Luciano, che quest’anno è anche “il testimonial” della fiera, avendo preso parte nel video promozionale della Millenaria».
Tutte le foto e le interviste, ma anche le curiosità, il programma dettagliato e tanto altro nel numero di domani che verrà distribuito alla Foire.
(ar.pa)
