Barriere architettoniche: mentre Aosta avanza sul Peba arriva la denuncia dell’Associazione Luca Coscioni
ATTUALITA'
di Erika David  
il 10/03/2026

Barriere architettoniche: mentre Aosta avanza sul Peba arriva la denuncia dell’Associazione Luca Coscioni

Il monitoraggio nazionale condotto dall'associazione sull'eliminazione delle barriere architettoniche evidenzia come Aosta sia ancora priva del Piano

Proprio mentre il Comune di Aosta comunica i primi passi avanti nel percorso verso l’adozione del PEBA – Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche, arriva la denuncia dell’Associazione Luca Coscioni: a quarant’anni dalla legge che ne prevede l’obbligo, il capoluogo valdostano risulta ancora privo del piano.
La segnalazione emerge da un monitoraggio nazionale condotto dall’associazione sui Comuni capoluogo italiani e riaccende il tema dell’accessibilità urbana e dell’eliminazione delle barriere architettoniche.

Nei giorni scorsi l’amministrazione comunale ha fatto il punto sul percorso avviato nel 2025 e sulla fase di raccolta delle segnalazioni dei cittadini, che ha evidenziato diverse criticità sul territorio, tra cui marciapiedi sconnessi, attraversamenti poco agevoli e carenza di parcheggi per persone con disabilità.

Peba ad Aosta, il percorso avviato nel 2025

L’Associazione Luca Coscioni ricorda che il Comune di Aosta ha avviato l’iter per dotarsi del Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche soltanto nel maggio 2025.

Il percorso è partito con una prima fase partecipativa che ha coinvolto la cittadinanza attraverso un questionario dedicato.

Residenti e frequentatori della città hanno potuto segnalare la presenza di ostacoli e barriere negli spazi pubblici e negli edifici comunali.

Il termine per la compilazione del questionario era stato fissato al 15 febbraio 2026 e la fase di raccolta delle segnalazioni risulta ormai conclusa.

Si tratta del primo passaggio verso la redazione del piano, lo strumento previsto dalla normativa nazionale per programmare gli interventi necessari a rendere accessibili edifici pubblici, strade e spazi urbani.

Al momento, tuttavia, non risultano ulteriori passaggi istituzionali che abbiano portato all’adozione o all’approvazione del Peba.

L’indagine dell’Associazione Luca Coscioni

Il caso di Aosta si inserisce in un quadro nazionale ancora molto disomogeneo.

Dal monitoraggio condotto su 118 Comuni capoluogo – esclusa Roma, dove la competenza è affidata ai Municipi – emerge che:

  • 43 Comuni (36,4%) hanno approvato il Peba con delibera di Consiglio comunale
  • 16 Comuni (13,6%) hanno un piano non ancora approvato o strumenti alternativi
  • 25 Comuni (21,2%) sono in fase di redazione
  • 34 Comuni (28,8%) risultano senza PEBA o con informazioni non reperibili

Secondo l’associazione la situazione complessiva del Paese è ancora più arretrata: si stima infatti che solo circa il 15% dei Comuni italiani abbia realmente adottato un Peba.

L’indagine è stata condotta attraverso la consultazione dei siti istituzionali delle amministrazioni, con particolare attenzione alla sezione Amministrazione trasparente, e tramite richieste di accesso agli atti nei casi di informazioni mancanti o incomplete online.

«L’assenza del Peba è una lesione di diritti»

«Dal corpo delle persone al cuore della politica: nei tribunali abbiamo conquistato un vero e proprio diritto ai Peba – dichiara l’avvocato Alessandro Gerardi, consigliere generale dell’Associazione Luca Coscioni –. La giurisprudenza ha chiarito che l’assenza dei Peba non è una semplice mancanza amministrativa, ma una lesione di diritti».

Il legale ricorda che, grazie ad alcune iniziative giudiziarie promosse dall’associazione, diversi tribunali hanno condannato i Comuni di Catania, Santa Marinella e Pomezia ad adottare il piano entro tempi certi.

Accessibilità e diritti: il ritardo italiano

«A quarant’anni dalla legge istitutiva dei Peba, l’Italia è ancora drammaticamente indietro nel rispetto dei diritti legati all’accessibilità e all’eliminazione delle barriere fisiche e sensoriali – sottolinea Rocco Berardo, coordinatore delle iniziative dell’Associazione Luca Coscioni –. Non stiamo parlando di un dettaglio tecnico, ma della possibilità concreta per milioni di persone di vivere, muoversi, studiare e lavorare in condizioni di pari dignità».

L’associazione annuncia che continuerà a monitorare la situazione e a promuovere iniziative per garantire l’applicazione della normativa e una maggiore attenzione culturale al tema dell’accessibilità.

Il monitoraggio rimane aperto: l’Associazione Luca Coscioni invita amministrazioni e cittadini a segnalare eventuali aggiornamenti o correzioni documentate.

(e.d.)

 

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