Disturbi alimentazione: pazienti sempre più giovani, Usl potenzia il servizio
SALUTE & BENESSERE
di Luca Mercanti  
il 16/03/2026

Disturbi alimentazione: pazienti sempre più giovani, Usl potenzia il servizio

Nel 2025 i pazienti sono stati 117, 40 i nuovi percorsi multidisciplinari avviati: il 28,2% dei pazienti aveva meno di 18 anni e il 12,8% meno di 14 anni

Nel 2025 i pazienti sono stati 117, 40 i nuovi percorsi multidisciplinari avviati: il 28,2% dei pazienti aveva meno di 18 anni e il 12,8% meno di 14 anni. Nei primi due mesi del 2026 sono già state valutate 16 persone, di cui 11 hanno iniziato un trattamento.

L’Ambulatorio per i Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DNA) dell’Azienda USL, coordinato dalla Dottoressa Lorella Champrétavy, ha potenziato i percorsi di cura per rispondere in modo sempre più efficace ai bisogni dei pazienti e delle loro famiglie.

Numeri stabili

Dopo il picco registrato nel periodo immediatamente successivo alla pandemia, negli ultimi due anni la situazione si è stabilizzata. Nel 2025 sono stati seguiti complessivamente 117 pazienti, di cui 101 attualmente in carico presso l’Ambulatorio. Il numero dei nuovi percorsi di cura avviati si mantiene costante: 39 nel 2024 e 40 nel 2025. Nei primi due mesi del 2026 sono già state valutate 16 persone, di cui 11 hanno iniziato un trattamento.Per quanto riguarda la tipologia di disturbo, il 32,5 % dei pazienti nel 2025 presentava una diagnosi di Anoressia Nervosa, il 17,9 % di Bulimia nervosa, mentre il 20,5 % dei pazienti aveva una diagnosi di Disturbo da alimentazione incontrollata (Binge eating disorder).

Servizio riorganizzato

Negli ultimi anni il servizio, inserito all’interno del Centro di Salute Mentale (Dipartimento di Salute Mentale), è stato oggetto di un’importante riorganizzazione, resa necessaria per far fronte all’evoluzione dei disturbi alimentari e alle caratteristiche di un’utenza sempre più giovane e con bisogni assistenziali complessi. L’obiettivo è stato quello di migliorare l’efficacia dei trattamenti e ampliare le modalità della presa in carico, garantendo interventi sempre più personalizzati.

«Stiamo lavorando da tempo per rendere il servizio sempre più flessibile e capace di adattarsi ai bisogni dei pazienti e delle loro famiglie – spiega la dottoressa Lorella Champrétavy -. I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione richiedono interventi tempestivi e percorsi di cura integrati. Il potenziamento dei ricoveri specialistici, la sperimentazione del Day Hospital e le nuove modalità di supporto dopo il ricovero ci permettono oggi di offrire trattamenti più intensivi quando necessario, mantenendo però i pazienti il più possibile nel proprio contesto familiare e sociale. Un risultato importante è stato quello di riuscire a evitare invii fuori regione, garantendo alle persone cure specialistiche qualificate vicino a casa».

Il lavoro con le famiglie

Uno degli aspetti centrali di questa riorganizzazione riguarda il rafforzamento del lavoro con le famiglie. A livello ambulatoriale sono stati infatti potenziati gli spazi dedicati alla terapia per i genitori che vengono sempre coinvolti nei percorsi di cura. Il supporto familiare rappresenta infatti una componente fondamentale nel trattamento dei disturbi alimentari, soprattutto quando coinvolgono adolescenti e giovani.

Tra le novità più significative degli ultimi anni vi è il potenziamento dei ricoveri riabilitativi specialistici, gestiti dall’équipe DNA, presso i reparti di Pediatria e Psichiatria. Si tratta di ricoveri mirati, pensati per quei casi in cui il trattamento ambulatoriale non è sufficiente e si rende necessario un intervento più intensivo. Il rafforzamento di questi percorsi ha prodotto un risultato importante: è stato possibile azzerare il ricorso a invii esterni in strutture residenziali fuori regione, evitando così alle famiglie trasferte lunghe e difficili e ai pazienti periodi prolungati di degenza lontano da casa. Negli ultimi anni, inoltre, sono stati sperimentati anche dei percorsi in regime di Day Hospital presso il Dh della Psichiatria.

Assistenza domiciliare

Un’ulteriore innovazione riguarda la sperimentazione di nuove modalità di supporto nel periodo successivo al ricovero, una fase particolarmente delicata del percorso terapeutico. Nel corso dell’anno sono state avviate forme di assistenza domiciliare e un servizio di supporto telefonico, pensati per offrire un accompagnamento flessibile ai pazienti e ai loro familiari anche al di fuori degli incontri ambulatoriali. Questi strumenti permettono all’équipe di mantenere un contatto più stretto con le famiglie, intervenendo precocemente in caso di difficoltà e sostenendo la continuità del percorso di cura.

Contatti

Il Centro DCA della Valle d’Aosta si trova al Piano -1 di Via G. Rey, 1 ad Aosta. Si può contattare direttamente la segreteria tutti i giorni, dal lunedì al venerdì, dalle 08:30 alle 16.00 al numero telefonico 0165 54 46 92 per ricevere informazioni o per prenotare una prima visita (prenotabile anche tramite CUP) o ancora scrivendo una email a centro.dca@ausl.vda.it.

Il percorso di cura prevede progetti individualizzati condivisi dall’équipe e dal paziente, e possono prevedere psicoterapia individuale e/o familiare, visite psichiatriche, riabilitazione nutrizionale dietistica e consulenze mediche.

Presso il Centro DCA lavora un’équipe multidisciplinare di professionisti con esperienza e formazione specifica nel trattamento dei disturbi alimentari, formata da 4 psicologi psicoterapeuti, un medico psichiatra e 2 dietisti.

(re.aostanews.it)