Referendum, delusione Fi per la sconfitta: voto politico ma avanti
AskaNews
di Administrator admin  
il 23/03/2026

Referendum, delusione Fi per la sconfitta: voto politico ma avanti

Roma, 23 mar. (askanews) – Grande delusione e sorpresa per un risultato clamoroso sia nell’affluenza, un record non previsto da nessun sondaggista, sia per il distacco del No sul Sì, oltre sette punti, due milioni in termini di voti. È il clima in Forza Italia nel giorno della sconfitta al referendum sulla riforma costituzionale della giustizia, battaglia storica di Silvio Berlusconi, che dopo quattro passaggi in Parlamento senza una sbavatura viene bocciata sotto i colpi di quello che, si riconosce, è stato un “voto politico e non sul merito della riforma”.

L’alta affluenza che, nelle analisi dei sondaggisti avrebbe favorito i Sì, con le ore è cresciuta oltre ogni previsione. Un post su X alle 10 del mattino di Antonio Tajani tradisce che l’aria è cambiata rispetto all’ottimismo di ieri: “‘Partita finisce quando arbitro fischia’ diceva sempre il grande Vujadin Boskov. Si vota anche oggi, fino alle 15!”. Il segretario azzurro segue lo spoglio dal palazzo dei gruppi di Montecitorio ed è annunciato ai cronisti in sala Colletti, aperta alla stampa per l’occasione. Ma dopo poco più di un’ora dalla chiusura delle urne, quando è già evidente la sconfitta, davanti alle telecamere si presentano i capigruppo Paolo Barelli e Maurizio Gasparri e il vicepresidente della Camera Giorgio Mulè che per Fi ha coordinato la campagna referendaria.

Mentre i tre parlano, Giorgia Meloni posta un video sui social. E di lì a poco anche Tajani decide di affidare il commento a una nota di due pagine che poi, come fatto dalla premier, riassumerà in un video postato su X. “Ci inchiniamo alla volontà del popolo sovrano. Abbiamo fatto tutto il possibile”. Tajani ribadisce che “per il governo non cambia nulla”, che per le Politiche si vota l’anno prossimo e “di sicuro” Forza Italia sarà con le altre forze del centrodestra.

Nei confronti degli alleati non sembrano esserci recriminazioni. Anche chi come Nazario Pagano, segretario regionale di Fi in Abruzzo, aveva avanzato qualche dubbio sull’impegno al 100% soprattutto della Lega, di fronte al dato record dell’affluenza non ha dubbi sulla mobilitazione: “Non penso la sconfitta dipenda da un disimpegno di qualcuno, con un’affluenza così alta vuol dire che tutti si sono impegnati”.

Né si intende puntare il dito contro Nordio o Delmastro: “Dare la croce addosso a Nordio e Delmastro sarebbe svilire un impegno che è stato di tutti. Non sarò io a dare patenti”, osserva Mulè invitando invece a dare “uno sguardo a casa propria, a cosa non ha funzionato”. Il vicepresidente della Camera cita i casi di Calabria e Sicilia, due regioni guidate da Fi: “Lì non è andata bene, quella è una sentinella dal punto di vista politico”. Finisce 57,25% per il no contro il 42,74% del Sì nella regione governata da Roberto Occhiuto, vicesegretario di Fi, (che non commenta) più volte indicato come antagonista di Tajani nella sempreverde polemica sul rinnovamento chiesto a più riprese da Marina Berlusconi. Nella Sicilia guidata da Schifani il dato è ancora più clamoroso: finisce 61 a 39 per il no. Un alert per le elezioni regionali del prossimo anno.

Tajani assicura che “la riforma della giustizia rimane un tema sul tavolo”, “non lasceremo inascoltata la richiesta” espressa da “milioni di cittadini”. L’auspicio è “che nessuno usi più toni da guerra civile” e che ci sia “un dialogo pacifico, sereno”. Su come procedere Gasparri spiega che “occorrerà una riunione, bisogna evitare risposte d’istinto. Sarebbe irriguardoso nei confronti di chi ha votato, bisognerà tenere conto del voto. Si approfondirà che cosa fare”.

Al di là del tema giustizia, uno dei primi dossier da affrontare con gli alleati dopo il referendum è certamente la legge elettorale: è uno di quei temi su cui “sedersi con l’opposizione e trovare un punto di equilibrio”, spiega Mulè. Domani è previsto un ufficio di presidenza della commissione Affari Costituzionali della Camera che potrebbe decidere di avviare l’iter della proposta di legge targata centrodestra ma nel partito non sono pochi i dubbi: “La botta è stata talmente forte che forse sarebbe meglio fermarsi e riflettere 24 ore in più”. Quindi non è escluso che alla fine la riunione venga rinviata o che non si occupi di legge elettorale.

[Faro su debacle in Calabria e Sicilia. Dubbi su legge elettorale|PN_20260323_00157|in02| https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/03/20260323_211218_909B9673.jpg |23/03/2026 21:12:27|Referendum, delusione Fi per la sconfitta: voto politico ma avanti|Giustizia|Politica]

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