Referendum, Salvini: governo avanti. Ma su l.elettorale ora Lega frena
Milano, 23 mar. (askanews) – Per Matteo Salvini il governo “deve andare avanti, con compattezza e determinazione”, nonostante la sconfitta netta sul referendum confermativo della riforma della Giustizia. Ma nel Carroccio ora tornano con più forza i dubbi sulla opportunità di andare a modificare la legge elettorale: “Rischiamo di regalare una maggioranza solida al centrosinistra”, dice più di un parlamentare leghista.
Sul merito della battaglia referendaria, nessun rimpianto: la riforma era “necessaria”, ribadisce il vice premier, per “migliorare il sistema giustizia”. Lo dice da Budapest dove si trova per l’assemblea dei Patrioti e dove celebra il “vero eroe” Viktor Orban. Una scelta che potrebbe segnalare una presa di distaza dalla partita referendaria: lettura che però i suoi respingono. “Orban è venuto a tutte le nostre iniziative, Matteo non poteva non ricambiare”. Ma soprattutto “l’impegno della Lega per il Sì è fuori discussione: i flussi elettorali lo dimostrano e anche la vittoria del Sì al Nord”. Insomma, anche nel Carroccio c’è “il rammarico per una occasione persa, che chissà ora quando ricapiterà”.
Le critiche dalla Lega arrivano però su come è stata impostata la campagna elettorale: “Abbiamo sbagliato tutto nelle ultime settimane, meglio se fossimo spariti… invece abbiamo accettato di scendere sul livello di scontro della sinistra e li abbiamo aiutati”. Senza contare “i tanti errori commessi: Tajani che dice che togliamo la polizia giudiziaria ai Pm, la Bartolozzi, e infine il caso Delmastro… Meloni ha anche tirato su il voto, negli ultimi giorni, però probabilmente non ha impostato bene la campagna”, è il ragionamento di un leghista ‘salviniano’. Più severo invece chi rappresenta l’ala ‘nordista’: “Ormai quando si vince vince il leader, e quando si perde… Soprattutto dopo che Meloni è entrata in campo con tutte le armi a disposizione”.
Tutti d’accordo, invece, i leghisti, sulla necessità di riflettere bene prima di andare a toccare la legge elettorale. Che alla Lega non fosse mai piaciuta l’idea di abbandonare i collegi (garanzia di numeri migliori per un partito radicato territorialmente) si sapeva: ora però la “botta” del referendum ridà fiato alle argomentazioni che sconsigliano una modifica. Con una battuta, “meglio una legge che ci fa rischiare il pareggio piuttosto che una che ci fa rischiare la sconfitta…”. Con un ragionamento appena più articolato: “Con lo ‘Stabilicum’ regali la stabiità a loro. La legge attuale produce uno stallo: una maggioranza di pochi seggi, è una certezza. Con lo Stabilicum hai 70 seggi alla Camera e 35 al Senato: ma la stabilità la regali al centrosinistra”.
Infine, i ragionamenti su come proseguire la legislatura: “La sconfitta sulla giustizia si riverbererà inevitabilmente sul premierato, e la prossima legge di bilancio non ha margini per essere ‘espansiva’”. Insomma, il rischio è che le tensioni nella maggioranza si acuiscano, in quella che potrebbe diventare una campagna elettorale lunga un anno.
