Al via bando E-R a sostegno progetti associazioni tartufai
Roma, 3 apr. (askanews) – La Regione Emilia-Romagna rafforza le azioni di tutela e valorizzazione del tartufo attraverso un nuovo bando da 30mila euro, finalizzato a sostenere progetti dedicati in particolare alla gestione degli ambienti e alle attività didattiche. L’obiettivo è sostenere il ruolo delle associazioni di tartufai come presidio territoriale e favorire la diffusione delle conoscenze legate alla cerca e alla raccolta, attraverso iniziative capaci di coniugare conservazione degli ecosistemi e sviluppo della risorsa. Il contributo è riconosciuto fino a 1.250 euro per ettaro, per un massimo di 4 ettari e quindi fino a 5mila euro per progetto. Le domande dovranno essere presentate entro il 15 maggio 2026.
Il bando è rivolto alle associazioni senza fini di lucro iscritte ai registri del Terzo Settore che, per statuto, operano nella tutela e valorizzazione degli ambienti tartufigeni, nella promozione della raccolta corretta e nella diffusione della gastronomia e delle opportunità turistiche legate al tartufo. I progetti finanziabili dovranno riguardare interventi di conservazione, ripristino e miglioramento degli ecosistemi nelle aree vocate, con una chiara finalità didattica, in particolare rivolta alle ragazze e ai ragazzi delle scuole dell’Emilia-Romagna.
“Il tartufo rappresenta una delle espressioni più autentiche del rapporto tra uomo e ambiente – sottolinea l’assessore regionale all’Agricoltura, Alessio Mammi – Con questo bando sosteniamo un modello che tiene insieme tutela degli ecosistemi, trasmissione dei saperi e valorizzazione delle produzioni locali. Le associazioni di tartufai svolgono un ruolo fondamentale, perché sono custodi di conoscenze, pratiche e territori”.
“In questo percorso – prosegue Mammi- è centrale anche il coinvolgimento delle scuole e delle nuove generazioni, perché la conoscenza e il rispetto degli ecosistemi si costruiscono nel tempo, attraverso esperienze dirette e percorsi educativi. Le attività didattiche previste dal bando vanno proprio in questa direzione: avvicinare ragazze e ragazzi a una pratica che unisce tradizione e competenze, rafforzando la consapevolezza del valore ambientale e produttivo di questa risorsa e contribuendo a costruire una cultura della gestione sostenibile legata ai territori”.
I progetti dovranno prevedere interventi di gestione e manutenzione delle aree tartufigene, come la pulizia del sottobosco, il contenimento della vegetazione infestante, la cura della rete idrica superficiale e la messa a dimora di piante idonee. Tra gli obblighi previsti, anche la realizzazione di visite guidate, rivolte a scuole, associazioni, cittadine e cittadini, per favorire la conoscenza delle tecniche di raccolta e della gestione sostenibile degli ambienti. Le aree interessate dovranno mantenere la destinazione didattica per almeno cinque anni, a conferma dell’obiettivo della Regione di costruire percorsi duraturi di educazione e valorizzazione. È inoltre vietato l’uso di fitofarmaci e diserbanti, in coerenza con la finalità di tutela ambientale dell’intervento.

