Cina, bozza di legge vieta a minori amore online con partner IA
Roma, 3 apr. (askanews) – L’Amministrazione cinese del cyberspazio ha pubblicato oggi una bozza di regolamento per disciplinare i servizi informativi online basati sui cosiddetti “umani virtuali digitali”, imponendo un’etichettatura continua e ben visibile dei contenuti generati con questi avatar e vietando ai minori l’accesso a servizi che simulino rapporti affettivi o che possano favorire dipendenza, consumo eccessivo o altri comportamenti dannosi. La consultazione pubblica resterà aperta fino al 6 maggio, secondo il testo diffuso dall’Ufficio nazionale cinese per l’informazione su Internet.
La bozza definisce gli “umani virtuali digitali” come immagini o figure virtuali che esistono nel mondo non fisico e che, attraverso grafica, elaborazione di immagini digitali o intelligenza artificiale, simulano l’aspetto umano e possono avere voce, comportamento, capacità di interazione o tratti di personalità. Le nuove norme si applicano ai servizi forniti al pubblico in Cina tramite queste tecnologie.
Tra i punti centrali del testo c’è l’obbligo di mostrare per tutta la durata del servizio, nell’area in cui compare l’avatar, un contrassegno evidente con la dicitura “persona digitale”, in cinese “shùzìrén”, in linea con le norme nazionali già esistenti sulla marcatura dei contenuti sintetici generati con l’intelligenza artificiale. Il progetto vieta inoltre di offrire servizi in grado di identificare una persona specifica senza il suo consenso, compresi i casi di uso di nomi, pseudonimi, volti o voci fortemente somiglianti a quelli di persone reali.
Il regolamento prevede anche tutele rafforzate per i dati personali. L’uso di informazioni sensibili di persone reali per modellazione, generazione dell’immagine o costruzione di scenari richiederebbe un consenso separato dell’interessato; per i minori di 14 anni sarebbe necessario il consenso separato dei genitori o dei tutori. Se il consenso viene ritirato, i dati dovranno essere cancellati e, salvo diverso accordo, dovrà essere cancellato anche l’avatar digitale creato.
Particolare attenzione viene riservata ai minori. Il testo vieta di indurli alla dipendenza da questi servizi e proibisce di offrire loro “parenti virtuali”, “partner virtuali” o altri rapporti virtuali intimi, così come servizi che inducano consumo eccessivo o proselitismo religioso. Sono inoltre vietati contenuti che possano spingere i minori a imitare comportamenti non sicuri, sviluppare emozioni estreme o acquisire abitudini dannose per la salute fisica e mentale.
La bozza vieta anche l’uso degli avatar per pubblicità ingannevole, frodi di telecomunicazione, diffusione di voci false, contenuti osceni o violenti e per aggirare sistemi di identificazione come il riconoscimento facciale o vocale. I fornitori dovrebbero dotarsi di sistemi di monitoraggio dei rischi, allerta, risposta d’emergenza e promemoria anti-dipendenza, mentre in caso di violazioni gravi le autorità potrebbero ordinare la sospensione del servizio e imporre multe fino a 100.000 yuan (12.600 euro), che possono salire a 200.000 yuan (25.180 euro) nei casi che mettano a rischio la vita o la salute dei cittadini.
Secondo l’agenzia di stampa Xinhua, l’iniziativa mira a rafforzare la gestione di un settore in rapida crescita, nel quale Pechino cerca di combinare sviluppo dell’economia intelligente, controllo dei rischi e tutela dei diritti della persona.

