Crisi Golfo spinge i prezzi mondiali dell’olio di palma
Roma, 3 apr. (askanews) – Prezzi in crescita per l’olio di palma: il prolungarsi della crisi iraniana ha infatti fornito supporto ai prezzi del comparto energetico, spingendo le quotazioni del petrolio sopra la soglia dei 100 dollari al barile sia per il WTI che per il Brent e, secondo quanto evidenziato dagli analisti di Areté, questi livelli di prezzo spingono verso una crescente convenienza nella produzione di biodiesel, anche al di fuori dei mandati di miscelazione.
Se dunque i rialzi dell’olio di palma, che nel primo mese di guerra hanno toccato il +22% per il grezzo CIF Rotterdam ed il +19% su Bursa Malaysia, tendono a frenare la domanda nel settore alimentare, i consumi in ambito energetico si espandono, soprattutto in Indonesia. Dopo alcune indicazioni generiche ad inizio mese, a fine marzo il ministro dell’Energia indonesiano ha dichiarato che il Paese andrà verso l’implementazione del mandato di miscelazione del biodiesel al 50% (B50) a partire dal 1 luglio a fronte del mutato contesto dei mercati energetici e nel tentativo di ridurre la dipendenza dalle importazioni di carburanti.
Queste decisioni, spiega Aretè, stanno fornendo supporto al mercato del palma, che sul mercato europeo è tornato dopo diversi mesi a posizionarsi a premio rispetto ai principali oli di semi. A ciò contribuiscono anche gli aumenti dei costi della logistica, dovuti ai maggiori costi di carburante e assicurazioni, anche’essi dovuti in gran parte alla crisi del Golfo.

