Pomodoro da industria, stime produzione -1%: Italia II produttore
Roma, 3 apr. (askanews) – Complessivamente in Italia nel 2026 si prospetta un volume di produzione totale del pomodoro da industria di 5,8 milioni di tonnellate, in lieve contrazione (-1%) rispetto al 2025. Un dato, spiega Areté, che farebbe dell’Italia il secondo produttore globale dopo la California, che nonostante il calo delle superfici dell’11% potrebbe sfiorare i 9 milioni di tonnellate di raccolto.
Intanto, l’intera filiera si trova a fronteggiare costi di produzione, agricola ed industriale, in forte aumento, a causa dell’aumento dei prezzi dei fertilizzanti, dei carburanti e dell’energia. E nel pomeriggio di venerdì 27 marzo, si è conclusa la trattativa tra coltivatori e industria di trasformazione per la definizione del prezzo del pomodoro da industria nel Nord Italia, relativo alla campagna 2026/27. Il prezzo è stato fissato a 137 euro/t, in calo del 4% rispetto allo scorso anno. Secondo le proiezioni del WPTC, le previsioni di produzione si attestano a 3 milioni di tonnellate al Nord e 2,8 al Centro-Sud dove le condizioni delle riserve idriche sono in miglioramento rispetto allo scorso anno.
Anche in Spagna le prospettive produttive risultano favorevoli, grazie alla situazione idrologica che si conferma in miglioramento; e anche in Spagna, il prezzo fissato, identico allo scorso anno, viene ritenuto dalla parte agricola insufficiente a coprire i costi di produzione. L’attesa è comunque per una crescita produttiva, grazie ad un aumento delle superfici dedicate ai trapianti (+7,3% in Extremadura).

