Delmastro, Camera dice no a uso chat con Caroccia: in aula bagarre e proteste opposizioni
Roma, 5 ago. (askanews) – L’Aula della Camera ha detto no alla richiesta della Procura di Roma di utilizzare le chat tra Andrea Delmastro (Fdi) e Mauro Caroccia, presunto prestanome del clan Senese. A scrutinio segreto – richiesto da Pd, Avs e M5s – i sì alla relazione della Giunta per le autorizzazioni (contraria alla richiesta) sono stati 206 i no 133.
La seduta, accesa fin da subito, è stata infuocata dall’intervento del capogruppo di Fdi Galeazzo Bignami, che ha tra l’altro attaccato l’ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro.
“La proposta della Giunta di negare l’autorizzazione al sequestro della corrispondenza dell’onorevole Delmastro Delle Vedove non costituisce alcuna interferenza nell’attività giudiziaria, ma rappresenta il corretto e responsabile esercizio di una competenza che la Costituzione attribuisce espressamente alla Camera”, ha detto nella sua relazione il deputato di Forza Italia Pietro Pittalis, relatore di maggioranza del dossier. Di tutt’altro avviso i due relatori di minoranza Federico Gianassi del Pd (“Significa mettere bastoni tra le ruote a un’indagine della magistratura che riguarda reati gravissimi”) e la pentastellata Carla Giuliano (“Una farsa con cui la maggioranza vuole impedire alla Procura di acquisire chat che ritiene rilevanti in un’indagine per riciclaggio e reati aggravati dall’agevolazione mafiosa”).
In Aula, per i 5stelle, in dichiarazione di voto interviene il leader Giuseppe Conte che accusa Giorgia Meloni, che “non ci mette la faccia”. “Se Meloni fosse stata qui che cosa avrebbe detto oggi ai cittadini: cari cittadini qui oggi parliamo di uno scudo. Lo scudo contro il carovita? Contro il crollo degli stipendi? Contro il calo della produzione industriale? Contro il boom delle ore di cassa integrazione? Contro il caro carburante? No, parliamo di uno scudo degli amici di partito. Prima è stata scudata la Santanchè, oggi Delmastro. Queste sono le priorità rispetto ai bisogni dei cittadini”, ha detto. Quando il leader M5s Giuseppe Conte ha terminato l’intervento i deputati e contestualmente i senatori pentastellati – durante le comunicazioni di Giorgetti – hanno sollevato i cellulari inscenando un’azione simbolica di protesta e richiamando la campagna #fuorilechat promossa in queste settimane dal Movimento 5 Stelle. Una protesta ripetuta anche al termine della seduta di Montecitorio.
Protesta in Aula anche dei deputati Avs: al termine della dichiarazione di voto di Elisabetta Piccolotti i deputati del suo gruppo hanno messo una benda bianca sugli occhi. “Non è possibile chiudere gli occhi agli italiani, non si può bendare l’Italia, aprite la scatola in cui avete chiuso la faina Delmastro”, ha detto Piccolotti.
“Il governo dovrebbe occuparsi dei problemi degli italiani non dei propri. Tutte le vostre energie sono impegnate a salvare voi stessi”, ha attaccato la segretaria Pd Elly Schlein, che ha chiamato direttamente in causa la presidente del Consiglio. “Se Meloni aveva detto che non avrebbe coperto più nessuno perchè sta facendo il contrario? Consentite l’acquisizione delle conversazioni, lasciate che emerga la verità”. “Vi chiediamo di votare a favore dell’autorizzazione – ha concluso – di non impedire di cercare la verità su fatti connessi alle mafie, altrimenti non vogliamo mai più sentir nominare Paolo Borsellino e dire che sarebbe stato un ministro di questo governo perchè la memoria dei servitori dello Stato che hanno sacrificato la vita appartiene a tutti, appartiene alla Costituzione e oggi suggerirebbe di votare tutti insieme per far fare il loro lavoro ai magistrati nel contrasto alle mafie”.
In un’atmosfera già ‘calda’ è intervenuto, per ultimo, Bignami, con un discorso durissimo, in cui ha tirato in ballo l’ex presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. “E’ incredibile che Conte pur di attaccare Meloni citi il diritto alla difesa dei mafiosi – ha detto – quando Scarpinato chiede di non aprire le sue chat tutti zitti, quando sono quelle di Delmastro c’è voyerismo spiccato”. Bignami ha puntato il dito anche contro il Pd: “Quello che dite è farina del vostro sacco o dei mafiosi incontrati quando siete andati da Cospito al 48 bis? Avete messo Delmastro nel mirino da quando ha rivelato quello che avete fatto con Cospito. I mafiosi hanno detto che andrebbe fatto saltare in aria, non come accade con Ranucci o Lavitola, per noi i mafiosi sono una minaccia seria”. E poi l’affondo su Scalfaro. “Per noi – ha detto il capogruppo – fu una sconfitta il fatto che Msi non riuscì a fare eleggere Paolo Borsellino, presidente della Repubblica. La sinistra fece eleggere Oscar Luigi Scalfaro che un anno dopo liberò 300 mafiosi al 41 bis”. Parole che hanno suscitato la viva protesta delle opposizioni e che hanno costretto la vicepresidente della Camera Anna Ascani a intervenire chiedendo al meloniano “rispetto per un presidente della Repubblica”, “non si può offendere la più alta carica dello Stato”. Ma Bignami ha proseguito: “Scalfaro fu eletto proprio a seguito delle dimissioni di Cossiga, presidente della Repubblica per il quale la sinistra chiese l’impeachment”.
Per Bignami, alla ripresa della seduta, le opposizioni hanno chiesto provvedimenti: censura e sospensione. “Si scusi per aver offeso la memoria di Oscar Luigi Scalfaro oppure c’è l’art. 60 del nostro regolamento che censura con interdizione questo comportamento”, ha chiesto in Aula il vicepresidente di Avs Marco Grimaldi.
