Coronavirus: Aosta, flash mob di protesta in piazza Chanoux
Il flash mob di protesta in piazza Chanoux
ATTUALITA'
di Alessandro Bianchet  
il 02/05/2020

Coronavirus: Aosta, flash mob di protesta in piazza Chanoux

Una decina di persone contro il lockdown: «Lasciati a casa senza il minimo sostegno. O ci fate lavorare, oppure ci date soldi immediati»

Una decina di persone in piazza Chanoux per dare un primo segnale attraverso un flash mob: lavoratori, partite Iva e professionisti ne hanno le tasche piene, senz’altro non di soldi, ma di promesse non mantenute. L’emergenza Coronavirus, infatti, ha ridotto allo stremo tantissimi commercianti, imprenditori e lavoratori in genere, con un lockdown che non ha fatto altro che peggiorare una situazione già di per sé non rosea.

La protesta

È chiaro Sonny Perino, tra i promotori della forma di protesta pacifica, che aveva annunciato un atto simile sui social.

«Da Facebook, dove tanti hanno scritto e condiviso video che sicuramente dicono cose giuste, ma lasciano il tempo che trovano, diamo concretezza alla cosa, dando voce alla piazza – sottolinea -. Vogliamo far vedere pacificamente al governo che la gente non ce la fa più».

Le motivazioni

Le motivazioni della protesta, infatti, sono scontate. «Non ci fanno lavorare – esclama Perino -. Lavoratori, imprenditori, partite Iva, professionisti, sono tutti lasciati a casa senza il minimo sostegno economico».

Gli aiuti non bastano. «I 600 euro, già di per sé ridicoli, non sono nemmeno arrivati a tutti – attacca ancora il portavoce -. Lottiamo affinché la riapertura avvenga il più in fretta possibile».

Le questioni sono due. «O ci tenete a casa, ma ci sostenete con soldi immediati, visto che peraltro abbiamo rispettato tutti alla perfezione i decreti, oppure ci fate lavorare – conclude -. La crisi economica nel futuro prossimo sarà enorme e lo Stato che fa? Invece di dare soldi a fondo perduto continua con i suoi finanziamenti da 25 mila euro a cui, peraltro, non tutti possono accedere. Così ci indebitiamo a basta».

E rincara: «È colpa nostra se mancano ventilatori? È colpa nostra se i posti in terapia intensiva sono stati tolti? È colpa della politica, tutto questo è colpa dei folli DPCM, che fanno inseguire la gente sulla spiaggia dagli elicotteri. A questo ci hanno portato – esclama -, a una sorta di dittatura, che ci fa aspettare una diretta Facebook di un premier delegittimato».

(re.aostanews.it)

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