POLITICA & ECONOMIA
di news il
18/05/2012

Il ritiro della Juventus in Valle d’Aosta servirà a sostenere il Saint-Chri VdA e poco più

La difesa che l’assessore regionale al Turismo, Aurelio Marguerettaz, ha fatto in Consiglio Valle della spesa programmata per far tornare la Juventus in ritiro in Valle d’Aosta mi sembra non abbia convinto neppure lui. Ha dovuto dire che i poco meno di due milioni di euro che entreranno nelle casse bianconere non serviranno non puntano a far arrivare i tifosi, bensì alla promozione che la Vecchia Signora farà alla nostra regione al di là del ritiro valdostano. Forti dell’esperienza passata, non è sui tifosi delle squadre di calcio che la Valle d’Aosta deve puntare per incrementare le presenze di turisti. Il perché è presto detto: i tifosi delle squadre di calcio, soprattutto di quelle di prossimità, raggiungono la Valle in giornata e magari si portano pure il pranzo al sacco
La promozione che la Juventus potrà fare alla Valle d’Aosta con iniziative accessorie ritengo sia superata. La Valle d’Aosta non ha certo bisogno di vedere il suo logo all’Olimpia Stadium, a meno che lo stesso non sia ben visibile e ripreso costantemente dalla televisioni, come avviene per i cartelloni Il ritorno del calcio in Valle d’Aosta può solo far bene a una cosa: al calcio stesso. Ma a quello locale. Il Saint-Chri Vallée d’Aosta, appena approdato nei professionisti, potrebbe beneficiare di un bel contributo per la sua futura avventura in Lega Pro se potrà tenersi l’incasso della partita amichevole estiva contro i bianconeri.
Credo che se uno sforzo economico la Regione dovesse fare, allora dovrebbe essere indirizzato proprio a sostegno del Saint-Chri Vallée d’Aoste. Ammetto che nessun ritorno d’immagine questa squadra potrà dare alla nostra regione perché il campionato che andrà a disputare – tranne nel caso in cui la Lega Pro venisse unificata – vede ai nastri di partenza società seguite da un pugno di tifosi e poco più, oltre a una copertura televisiva limitata e comunque seguita da pochi spettatori. Detto questo, ritengo che la Valle d’Aosta ci debba provare a restare nel “calcio dei grandi”, se non altro per dare la possibilità a tanti ragazzi (circa 2500 tesserati) di poter ambire a fare sport a livello professionale. Facendo un parallelo, il Saint-Chri VdA lo potremmo paragonare all’Università della Valle d’Aosta: di buon livello e un’opportunità per i nostri ragazzi e per qualcuno che arriva da fuori Valle.

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