POLITICA & ECONOMIA
di news il
19/07/2012

Guerra al proliferare della grande distribuzione

«Il testo all’esame della Commissione rischia di mettere in ginocchio oltre 2.000 aziende valdostane che occupano quasi 5.000 addetti». Lo sottolinea Pierantonio Genestrone, presidente regionale di Confcommercio e Rete Imprese in riferimento al testo sulla liberalizzazione del commercio, all’esame della Quarta commissione consiliare regionale.
Genestrone chiede un rinvio all’autunno dell’esame del testo, mentre le forze di minoranza in Consiglio addirittura hanno abbandonato i lavori della Commissione, dopo che il presidente Diego Empereur non ha fatto il passo indietro come richiesto per una questione di conflitto di interessi. Empereur, infatti, è proprietario a Sarre di terreni sui quali sorgerà un centro commerciale Bennet, la cui costruzione sarebbe possibile grazie alla modifica dell’attuale legge regionale sulla grande distribuzione (legge che si deve adeguare a quella europea che rigetta qualsiasi impedimento alla libera concorrenza).
C’è grande preoccupazione tra i commercianti – ed è comprensibile – per questa nuova legge, in un momento tanto delicato per l’economia e per il commercio in particolare.
In un Paese, l’Italia, in cui la pressione fiscale è la prima al mondo (è salita al 55%), come denunciato proprio oggi da Confcommercio nazionale – il proliferare di centri commerciali e outlet rischia di annientare i piccoli commercianti.
Cosa fare? Considerato che contro leggi europee non si può andare (ci ricordiamo bene come è andata a finire la questione dei buoni benzina), la piccola distribuzione dovrebbe puntare sempre più sulla qualità del prodotto e del servizio. La battaglia sul prezzo, ovviamente, la piccola distribuzione la perde in partenza, mentre quella dell’offerta di qualità (prodotti locali e artigianali rigorosamente made in Italy) la può senza alcun dubbio vincere.
A chi giova l’avvento di nuovi centri commerciali? Ai cittadini, perché più c’è concorrenza è più i prezzi si abbassano. A meno che non si faccia cartello, un po’ come avviene per le pompe di benzina. Ma questa è un’altra storia.

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