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«Valdostani andate a votare; le ecoballe le racconta l’avvocato Navarra»

«Valdostani andate a votare; le ecoballe le racconta l’avvocato Navarra»

Ennesimo scontro a distanza tra i due Comitato pro e contro il pirogassificatore; Roscio: «prima di tutto una questione di salute e di sicurezza pubblica»

«A sentire chi sostiene le ragioni del no sembra siano quasi leggi nazionali ed europee a prevedere un pirogassificatore; peccato che in Italia, di pirogassificatore non ce ne sia neppure mezzo. E gli impianti che vengono spacciati come tali – non ultimo quello di Massafra (Taranto) che è un impianto di incenerimento, non un pirogassificatore – ha ricevuto un giudizio a dir poco preoccupante dall’Arpa della regione Puglia che in una recente nota sostiene «che le generiche trattazioni effettuate nello studio di impatto ambientale in riferimento alla tematica salute appaiono affette da errori grossolani». Il Comitato Valle responsabile però – prosegue Roscio – continua a sostenere che il pirogassificatore inquina come qualche automobile. Davvero se la situazione non fosse così grave per la salute pubblica e la sicurezza ci sarebbe da ridere, come dire, quasi quasi ci potremmo fare un bell’aerosol». Fabrizio Roscio parla in qualità di presidente dell’associazione Valle Virtuosa e primo firmatario del referendum contro la realizzazione di un pirogassificatore nella nostra regione. L’occasione per parlare ancora di pirogassificatore, «soprattutto di salute e di sicurezza dei cittadini» – spiega – sono le ultime dichiarazioni dell’avvocato Orlando Navarra che, su carta intestata della Casa del Consumatore, esterna alcune considerazioni in opposizione a quelle che lui definisce ‘ecoballe’ del Comitato per il sì che con lo slogan «non bruciamo il nostro futuro» esprime il suo sì alla salute e no al pirogassificatore.
«Noi invitiamo i valdostani ad andare a votare il 18 novembre, a votare la scelta che riterranno giusta» – spiega Roscio – noi diciamo loro di votare sì in modo che nella nostra regione non si possa costruire un impianto di trattamento a caldo dei rifiuti».
E su un opportuno contraddittorio circa le due posizioni, Roscio non ha dubbi, «certo, con un moderatore super partes, prima però il Comitato Valle Responsabile deve schierarsi per il no, e non nicchiare come ha fatto fino a ora. Non è chiara la loro posizione, ma è evidente il loro intento a far sì che i valdostani disertino le urne».
Di «difendere la salute di tutti gli esseri viventi, uomini ma anche animale e vegetazione» – ha parlato Jeanne Cheillon del comitato Valle Virtuosa, ricordando l’appuntamento di venerdì 5 ottobre all’auditorium del Villair di Quart (ore 21, ingresso libero) al quale interverranno il medico del lavoro Celestino Panizza e il tecnico specializzato nella gestione dei rifiuti Raphael Rossi.
«La Regione ha scelto di rifiutare un confronto serio sul tema nonostante le oltre 11 mila firme raccolte – ha spiegato Roscio – le nostre motivazioni sono avvalorate da esperti, tecnici e non si basano sul nulla e sui pensieri in libertà di qualcuno. Ho maturato in sei anni una discreta esperienza in materia di gestione dei rifiuti; non sono e non siamo innamorati di un’idea, ma siamo certi che il TMB, trattamento meccanico biologico sia la soluzione ottimale per la nostra regione. Per la salute, per la sicurezza e per i costi, senza contare il rispetto della legge.
«Di fallimento delle politiche per la riduzione dei rifiuti» e di «discarica di Brissogne esempio di una gestione sbagliata dei rifiuti, che non ha mai pensato a separare la frazione putrescibile da quella secca, causando puzza e percolato» – ha parlato Valle Virtuosa – puntualizzando come «il 75% di ciò che oggi finisce in discarica sia riciclabile». «Costruire un inceneritore – continua Roscio – è il proseguimento di uno smaltimento dei rifiuti tout court, esattamente come fatto negli ultimi vent’anni, esattamente il contrario di ciò che dice l’Unione Europea.
Ancora un dato significativo: se si procederà alla costruzione del pirogassificatore si costruirà un camino di 60 metri, come dire un palazzo di venti piani, con un’immissione di due milioni di metri cubi di fumo ogni giorno per circa 300 giorni all’anno e sessanta mila tonnellate di rifiuti in ingresso ogni anno. Senza contare che bisognerà costruire discariche per smaltire la parte di rifiuto pericoloso. In caso di TMB invece i residui di processo sono scarti biostabilizzati che possono essere classificati come rifiuti urbani e smaltiti in una qualsiasi discarica, questa volta senza frazione umida e percolato».
(cinzia timpano)

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