Legge Rifiuti impugnata: «sconcerto, ma indietro non si torna»
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19/01/2013

Legge Rifiuti impugnata: «sconcerto, ma indietro non si torna»

Per Alessandra Piccioni, presidente di Legambiente Valle d’Aosta, l’impugnativa del Consiglio dei Ministri alla legge 33/2012 «porta sconcerto. Anche nel caso in cui la Corte Costituzionale dovesse dare ragione al Governo – spiega Piccioni – l’amministrazione regionale non può ignorare la volontà dei cittadini: le urne hanno bocciato l’idea di costruire un pirogassificatore».
Legambiente apprezza e condivide le affermazioni dell’assessore all’Ambiente Zublena secondo la quale «bisogna procedere tenendo conto da una parte delle disposizioni europee e nazionali e dall’altra della volontà espressa dai cittadini valdostani nel voto referendario, individuando uno scenario sostenibile e realizzabile».
«Anche ammesso che una legge regionale non possa vietare l’utilizzo di impianti di trattamento a caldo, nessuno può obbligarci di fatto a costruirli e impiegarli – conclude Piccioni – la strada è tracciata, gli scenari alternativi all’inceneritore sono in fase di verifica, indietro non si torna».
I candidati alle Politiche di ‘Per la valle d’Aosta’ Patrizia Morelli e Jean-Pierre Guichardaz esprimono «sconcerto per l’impugnazione; abbiamo sostenuto il sì al referendum – spiegano Morelli e Guichardaz e, se saremo eletti, il nostro impegno come forza di Governo sarà difendere l’autonomia della Valle d’Aosta rispetto a chi, oggi al potere nella nostra regione, la tradisce, contro la volontà della maggioranza degli elettori valdostani che hanno detto no al trattamento a caldo dei rifiuti. La questione tecnica sollevata dal Consiglio dei Ministri circa la costituzionalità della norma approvata con il referendum non potrà, in ogni caso, cancellare le scelte autonome dei valdostani» – concludono Morelli e Guichardaz.
Sulla questione è intervenuto anche Alexandre Glarey, in rappresentanza di Arci VdA e dell’Espace Populaire, che spiega: «annullare l’esito del voto referendario valdostano è “normale” per un governo mai eletto dai cittadini, ma imposto dai mercati e le borse.
Il Governo Monti anzichè della crisi e della disoccupazione continua ad occuparsi solo dell’interesse dei grandi gruppi economico finanziari che stanno spolpando il paese. Per i professori l’emergenza è dare una lezione a chi crede possibile il cambiamento, attraverso la democrazia partecipata e l’esercizio del voto.
Del resto, sta andando così anche per il referendum sul’acqua pubblica» – commenta amaramente Glarey.
«Il referendum non si può cancellare, almeno come espressione della volontà dei cittadini valdostani. Nessuna legge o sentenza può costringere a bruciare i rifiuti». Glarey fa un appello ai candidati alle prossime Politiche, «se eletti, si impegnino a cancellare questo sfregio alla democrazia e all’autonomia locale. Serve un impegno chiaro, scritto nei programmi elettorali; nel caso dei candidati Guichardaz e Morelli, l’inserimento nell’accordo con Bersani di una clausola che preveda la rinuncia al ricorso, da parte del nuovo Governo».
(cinzia timpano)

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