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In manette per rapina impropria il nomade torinese Angelo Riviera

In manette per rapina impropria il nomade torinese Angelo Riviera

L'arresto giunge al termine di un'operazione investigativa di «grande spessore»

«Un’operazione investigativa di grande spessore». Così ha definito il Tenente Colonnello Cesare Lenti del Comando carabinieri di Aosta, l’operazione condotta dalla Stazione dell’Arma di Donnas e Pont-St-Martin in collaborazione con i colleghi di Nole, che ha portato in carcere Angelo Riviera (FOTO), 41 anni, residente in un campo nomadi di Volvera, nell’hinterland torinese. L’uomo è stato tratto in arresto ieri, martedì 19 febbraio, su richiesta del pm Pasquale Longarini e in esecuzione dell’ordinanza disposta dal gip Maurizio D’Abrusco.
Angelo Riviera, il 19 dicembre scorso, si era introdotto in un appartamento di Pont-St-Martin spacciandosi per un addetto all’illuminazione pubblica: dopo aver in un primo tempo disorientato la proprietaria dell’alloggio, una donna di 82 anni, facendole riporre per sicurezza contanti e monili d’oro in un apposito sacchetto (per un valore di circa 30.000 euro), la stessa anziana aveva iniziato a insospettirsi, motivo per cui l’uomo l’aveva strattonata prima di scappare. Ad aspettarlo all’esterno, un complice, che oltre a fungere da palo, era alla guida della Volkswagen Polo di colore grigio ripresa dalle telecamere comunali poste lungo la strada statale 26.
«Benedette telecamere», ha esclamato ancora il Tenente Colonnello Cesare Lenti.
Insomma, si è partiti da un solo indizio: la Volkswagen Polo di colore grigio. «Da lì siamo partiti, nonostante l’auto avesse una targa clonata – ha spiegato il Capitano Enzo Molinari, comandante della Compagnia dei carabinieri di Châtillon/St-Vincent -. Delle 1.840 Volkswagen Polo di colore grigio immatricolate dal 2005 a oggi nella zona del torinese, grazie alla grande collaborazione prestataci dalla Volkswagen Italia, abbiamo provveduto a una prima scrematura, scendendo prima a 36 vetture e poi a sole otto. A questo punto abbiamo deciso di chiudere il cerchio, mostrando alla vittima della rapina un archivio fotografico di 109 nomadi sospetti. La donna non ha avuto dubbi, riconoscendo immediatamente Angelo Riviera».
Da qui la richiesta di custodia cautelare in carcere del pm Pasquale Longarini e la relativa ordinanza emessa dal gip Maurizio D’Abrusco.
(patrick barmasse)

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