Uvp, presentata una legge di riforma degli Enti locali
POLITICA & ECONOMIA
di news il
13/03/2013

Uvp, presentata una legge di riforma degli Enti locali

«L’Unione dei Comuni, così come prevede l’articolo 19 della Spending review, è la morte civile dei comuni». Non usa mezzi termini l’ex presidente del Celva Elso Gerandin che in mattinata, insieme ai tre consiglieri dell’Uvp, ha presentato agli organi di informazione la proposta di legge di riforma degli Enti locali. «Non ho mai creduto nell’applicazione del sistema territoriale che nega la territorialità e fa aumentare i costi della spesa pubblica», ha aggiunto.
La normativa, che sarà presto depositata agli uffici del Consiglio Valle, ha i capisaldi nell’esercizio associato di funzioni comunali attraverso la convenzione – che deve essere stipulata tra municipalità con almeno duemila abitanti o da almeno tre comuni – e avrà una durata quinquennale; nel blocco delle assunzioni e nella riqualificazione del personale; nelle’esercizio associato su ragioneria e contabilità, tributi, edilizia e urbanistica, polizia locale e amministrazione generale; nell’esercizio associato su vasta scala per i servizi alla persona e pubblici di interesse locale; nella costituzione delle Communautés des Communes in sostituzione delle Comunità montane. Nell’organismo, a differenza di oggi, entreranno solo i sindaci e non percepiranno indennità. Vi è poi per alcuni servizi un livello ancora superiore, comprensoriale, che prevede forme di convenzioni sul servizio di sportello unico degli Enti locali. La proposta non contempla il capoluogo Aosta. Sui tagli a consiglieri e assessori comunali nessuna preclusione. E’ contemplata la costituzione di centrali di committenza. I trasferimenti di denaro saranno calcolati sulla base di costi standard definiti ogni tre anni.
«Con la norma nazionale 40 comuni valdostani rischiavano di sparire. Pur nella razionalizzazione, la nostra proposta, che è aperta a suggerimenti e sulla quale auspichiamo si apra un ampio confronto, salva le prerogative dei comuni in un’ottica federalista e perequativa», ha sottolineato Laurent Viérin. «E’ un modello democratico, partecipativo e originale e rispetta la logica del risparmio», ha aggiunto il capogruppo Andrea Rosset. Luciano Caveri ha ricordato che «nel 1993 la Valle d’Aosta ottenne la competenza primaria sull’ordinamento degli enti locali e che le decisioni sono in capo al Consiglio Valle».

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