Giro vorticoso di fatture fittizie nell’edilizia: scoperta una maxi evasione da 3 milioni di euro
CRONACA
di news il
12/07/2013

Giro vorticoso di fatture fittizie nell’edilizia: scoperta una maxi evasione da 3 milioni di euro

Una maxi evasione fiscale da tre milioni di euro – oltre a reati contro il patrimonio per circa 500.000 euro – sono stati accertati dai finanzieri del Gruppo di Aosta nel corso di un’indagine condotta nei confronti dell’amministratore (di origini campane) di una cooperativa aostana operante nel settore edile e di altri cinque edili artigiani compiacenti (tutti residenti in Valle d’Aosta così come l’amministratore). L’attività si è sviluppata attraverso l’esecuzione di sei verifiche e sette controlli fiscali nei confronti di imprese artigiane valdostane operanti nel settore edile, quattro delle quali completamente sconosciute al fisco.
«Il sistema era ormai sempre lo stesso: l’amministratore del consorzio, così da poter giustificare ai suoi soci i continui ammanchi dai conti della cooperativa, emetteva fatture nei confronti di cinque artigiani edili compiacenti, visto che le fatture venivano sistematicamente emesse per lavori mai eseguiti», spiega il comandante del Nucleo operativo delle Fiamme Gialle aostane, Capitano Oronzo Russo.
La maxi evasione scoperta, è stata realizzata per mezzo dell’annotazione in contabilità e dell’inserimento nelle dichiarazioni fiscali presentate per gli anni dal 2009 al 2011 di fatture relative a operazioni economiche inesistenti. L’amministratore indagato – secondo gli inquirenti – ha messo in atto un complesso disegno criminoso volto alla distrazione di ingenti risorse finanziarie dai conti correnti della cooperativa gestita, celando agli altri soci le indebite uscite di denaro dai conti aziendali, somme utilizzate per fini propri. In definitiva, è stato comprovato che i pagamenti delle fatture false erano simulati in quanto l’amministratore, una volta emesso l’assegno bancario a fronte della fittizia prestazione d’opera, si faceva restituire dai propri complici l’equivalente in denaro contante, per poi utilizzarlo per fini personali.
I sei soggetti sono quindi stati denunciati all’Autorità Giudiziaria dalla Guardia di Finanza per frode fiscale e reati contro il patrimonio. Top secret, al momento, i nominativi dei denunciati. «Abbiamo appena trasmesso il fascicolo di Polizia Giudiziaria alla Procura per le eventuali determinazioni del caso», conclude il Capitano Oronzo Russo.
(patrick barmasse)

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