CRONACA
di news il
16/08/2013

L’imponderabilità della montagna

«Ancora una volta il mondo delle Guide e dell’alpinismo ha dovuto fare i conti con l’imponderabilità e con l’imprevedibilità della montagna le cui regole sfuggono anche alle professionalità più esperte e a chi ben conosce le insidie delle nostre vette. Pur in tono minore, credo comunque che sia giusto oggi celebrare le Guide alpine, poiché il 15 agosto deve rimanere la giornata dedicata al loro mondo, all’importanza del loro ruolo, come riconoscimento di un’importante e indispensabile professionalità, per chi abita e vive la montagna e per chi frequenta le alte vie in imprese alpinistiche». E’ il messaggio che il presidente della Regione Valle d’Aosta, Augusto Rollandin, ha inviato alle guide alpine di Courmayeur il 15 agosto, giorno della festa di tutte le guide alpine, all’indomani della tragedia sul Mont Blanc du Tacul in cui hanno perso la vita due alpiniste accompagnate nell’ascensione dalla guida alpina di Courmayeur, Giorgio Passino, ricoverato all’ospedale di Annecy. Una lettera inviata nel giorno in cui sul Monte si stava consumando un’altra tragedia (due morti), ma questa volta senza la presenza di guide alpine.
Rollandin parla di imponderabilità della montagna e di professionalità delle guide alpine, prendendo così posizione a favore proprio degli esperti della montagna, che in questi giorni i media nazionali hanno maltrattato, mettendone in discussione proprio la professionalità.
Le vette della Valle d’Aosta, quelle dell’alpinismo, sono parecchio impegnative. E forse anche per questo sono tra le mete più ambite dagli alpinisti. Quello che è successo sul Mont Blanc du Tacul era davvero imprevedibile. Montagna affollata quel giorno (una quarantina gli alpinisti divisi in diverse cordate), orario corretto (4 del mattino), condizioni perfette. Ma proprio perché la montagna è imprevedibile, ecco che nella perfezione di quella giornata succede l’imponderabile, con la valanga che trascina in un crepaccio due giovani donne e lascia in vita la guida alpina. A Courmayeur c’era poca voglia di festeggiare il 15 agosto, come comprensibile, perché il pensiero di tutti gli alpinisti di professione e non era rivolto a chi non c’è più e a chi l’ha scampata, ma che è ancora in ospedale sedato.

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