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Calcio: Il VdA pronto a dare battaglia con la Lavagnese

Calcio: Il VdA pronto a dare battaglia con la Lavagnese

Mister Dossena: «Dobbiamo vendicare la sconfitta della prima giornata; abbiamo lavorato tanto sugli errori»

«Dobbiamo vincere. I ragazzi devono essere mossi da uno spirito di rivalsa per la sconfitta di domenica scorsa». E’ convinto mister Alexandro Dossena, in vista della sfida del Puchoz che, domenica alle 16, opporrà il suo Vallée d’Aoste alla Lavagnese. «Ci interessa il risultato, ma anche un discorso di crescita – continua il mister granata -, per questo in settimana abbiamo lavorato tanto per non ripetere gli errori commessi nella prima giornata. Siamo andati dietro agli episodi, ma so che non succederà più, anche se ci sta; siamo giovani e forse abbiamo patito lo scotto dell’esordio». Dossena fa un po’ le carte ai suoi. «Deciderò all’ultimo, anche perché oltre alle squalifiche di Mazzei e Bosonin e all’infortunato Furfaro, devo valutare le condizioni di D’Errico, Gentile, Rega, Bedini, Noro e Cammarosano – elenca l’allenatore del VdA -. L’unica cosa sicura è che scenderà in campo chi sta bene». Il mirino si sposta sulla Lavagnese, «una buona squadra, con giocatori e allenatore che si conoscono da anni e che vorranno vendicare il rovescio di domenica scorsa». Una puntatina va anche sul mercato, visto il fresco arrivo di Claudio Ioan Baican. «E’ un portiere importante – chiosa ancora Dossena -, ma ho detto anche a lui che noi puntiamo molto su Dinaro, per cui sarà il campo a decidere chi giocherà, e domenica, probabilmente, toccherà ancora proprio a Dinaro. Operare ancora sul mercato? Non credo che sia necessario, perché la squadra è giovane, ma credo che abbia tutte le qualità per raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati. Se poi la società vorrà intervenire, magari nella nuova finestra, lo faremo insieme. I ragazzi hanno solo bisogno di un po’ di adattamento alla categoria. La serie D è dura sia per gli Under che per quelli abituati ad altri palcoscenici: qui è una battaglia e a volte il fioretto va lasciato a casa».
(alessandro bianchet)

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