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Tweet infiammano il Consiglio Regionale; Bruno Giordano presenta le dimissioni dalla presidenza del CPEL

Rini incalza: «Prendiamo le distanze da questo modo di interloquire»; La Torre: «Inaccettabili pressioni sul Consiglio da Twitter»

Rini incalza: «Prendiamo le distanze da questo modo di interloquire»; La Torre: «Inaccettabili pressioni sul Consiglio da Twitter»

Infiammano il Consiglio Regionale i tweet letti in aula relativi alla replica del presidente del CPEL Bruno Giordano, impegnato nell’assemblea del CELVA. «Non ho fatto nessun falso e rifiuto atteggiamento non collaborativo e attacchi personali – si legge nei tweet che riportano l’intervento di Giordano -. Conta più la sostanza della forma; ho scelto questa formula d’urgenza, già utilizzata in passato, per iscrivere l’argomento nell’ultimo consiglio regionale utile». Arriva poi il colpo di scena, da parte di Bruno Giordano, che rimette il mandato da presidente: «Non sono qui per interesse personale, ma per fare l’interesse di tutti».
La risposta via Twitter, come detto, infiamma l’assemblea regionale. Il presidente del Consiglio Emily Rini prende «le distanze da questo modo di interloquire tra istituzioni». RIncara la dose Leonardo La Torre (Uv): «Non è accettabile che il Consiglio regionale sia sottoposto a pressioni con dichiarazioni esterne inaccettabili rilanciate su Twitter».
Nel frattempo, dall’assemblea del CELVA arriva il sostegno di Giovanni Barocco: «La forma è salvaguardata e, in più, portiamo a casa due milioni di euro, che altrimenti sarebbero finiti tra i residui. Propongo un documento di sostegno al presidente». Si schiera anche Riccardo Bieller: «Rechiamoci tutti a Palazzo, di modo da farci vedere, oltre che sentire». L’appoggio arriva anche da Franco Manes: «Il voto unanime al ddl è la nostra conferma di fiducia al Presidente». Le ventilate dimissioni sono state respinte da tutta l’assemblea.
(re.vdanews.it)

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