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Calcio: il Vallée d’Aoste apre a nuovi soci e valuta il ritorno a St-Christophe

Calcio: il Vallée d’Aoste apre a nuovi soci e valuta il ritorno a St-Christophe

Il presidente Filippella: «Trattative ben avviate per l'ingresso di investitori di fuori Valle; dal pubblico del Puchoz una grande delusione; Dossena è un grande motivatore molto preparato; nella prossima stagione l'obiettivo sarà ancora la salvezza»

Missione compiuta. Il Vallée d’Aoste manda in archivio una stagione positiva e guarda al futuro, che potrebbe portare novità a livello societario.
I NUOVI SOCI. «Abbiamo ottenuto la salvezza in serie D, che, con la riorganizzazione dei campionati, equivale a una sorta di promozione, visto che adesso saremo nella quarta serie nazionale – ha spiegato questa mattina nella conferenza stampa di bilancio il presidente Filippo Filippella (foto) -. Al momento attuale ci sono delle trattative piuttosto ben avviate per l’ingresso di nuovi soci di fuori Valle, visto che da queste parti non riusciamo a trovare investitori interessati. Non sappiamo ancora se entreranno subito nel club o se prima fungeranno da sponsor, ma a breve contiamo di comunicare novità ufficiali».
IL BILANCIO. Il numero uno del VdA passa quindi all’analisi della stagione: «Chiudiamo con una rosa per gran parte di nostra proprietà e, a livello giovanile, iniziamo a raccogliere i frutti delle ultime due stagioni. Siamo cresciuti pure a livello societario e questo è anche merito di un elemento come Alessandro Badii (il segretario, arrivato ad Aosta dopo le importanti esperienze di Arezza e del settore giovanile della Juventus, ndr), che ha messo la sua professionalità al servizio del VdA. Per quanto riguarda il campionato di serie D, la squadra ha tenuto un rendimento costante, facendo gli stessi punti tra andata e ritorno. All’inizio abbiamo pagato l’inevitabile mancanza di amalgama, mentre alla fine, con la salvezza praticamente in tasca, abbiamo fatto qualche punto in meno di quello che avremmo potuto, ma siamo soddisfatti dei ragazzi e dell’allenatore».
L’ALLENATORE. Proprio per il tecnico, non mancano le belle parole. «Dossena ha dato tantissimo e noi l’abbiamo scelto per questo – ha aggiunto il presidente – . L’avevamo conosciuto nel periodo di Carbone e avevamo apprezzato le sua capacità di motivatore, oltre alla sua preparazione tattica: d’altronde, lavorando con uno come Benny ha avuto modo di imparare tanto ed è stato bravo a metterlo in pratica. La squadra ha reso qualcosa di più di quanto ci aspettavamo. Adesso ci prendiamo un po’ di riposo, poi entro fine mese analizzeremo la situazione. Il mister non ci ha chiesto nulla, è uno abituato a lavorare con il materiale che la società gli mette a disposizione, ma ci siederemo attorno a un tavolo e decidere cosa fare. Di sicuro l’obiettivo sarà quello di mantenere la categoria, cosa che, viste le retrocessioni dalla Lega Pro e in gran numero di giocatori validi che resteranno a spasso, non sarà affatto facile. Rimanendo in serie D mio fratello potrà continuare a svolgere le mansioni di direttore sportivo, perché gli richiede un’attenzione che si può conciliare con gli altri suoi impegni professionali in altri campi».
I GIOCATORI. Il presidente non vuole parlare di singoli. «In una squadra conta il rendimento del gruppo, una primadonna non cambia l’esito di una stagione. Tutti sono importanti, anche quelli che hanno giocato meno, come ad esempio Pascale, che, però, nelle occasioni in cui è stato chiamato in causa ha dato il massimo. Quest’anno mi sono preoccupato soltanto dopo la prima partita a Caronno, dove sono rimasto deluso dall’atteggiamento dei giocatori, poi la squadra è cresciuta e mi ha soddisfatto. Da quello che so, i giocatori di esperienza che non sono di nostra proprietà resterebbero tutti, ma, ovviamente, dovremo parlarci; Rega e Artaria, poi, sono reduci da un intervento chirurgico e non credo saranno pronti per l’inizio della preparazione, che penso avverrà nelle prime settimane di luglio. La cosa che mi è dispiaciuta di più è stata la conclusione del nostro rapporto con Gentile, che si è sentito offeso da mie dichiarazioni che non avevano quella intenzione. Paradossalmente, però, la perdita del giocatore con maggior talento, ha permesso a un giovane come Furfaro di avere ancora più spazio e dimostrare le sue grandi qualità. La delusione più grande è stata la risposta del pubblico di Aosta: purtroppo la gente non ci identifica come la squadra della regione e, andando via da St-Christophe, abbiamo perso i tifosi del paese: non è un caso se il maggior numero di spettatori l’abbiamo avuto il 18 agosto in Coppa Italia proprio al Comunale di Prevot».
LO STADIO. La questione stadi è sempre in primo piano. «Di sicuro potremo contare su St-Christophe fino all’ottobre 2016, periodo allungabile poi per altri tre anni – ha continuato Filippella -. Per il Puchoz ci incontreremo nelle prossime settimane con il Comune di Aosta per capire cosa fare: di sicuro non lo prenderemo più in concessione, perché ci siamo accorti che non è un’operazione per noi conveniente. Al massimo, andremo lì solo per giocare le partite della prima squadra e della Juniores nazionale».
(davide pellegrino)

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