Consiglio Valle: niente insindacabilità per Stefano Ferrero, Uv e Stella Alpina fanno mancare il numero legale
POLITICA & ECONOMIA
di news il
03/06/2014

Consiglio Valle: niente insindacabilità per Stefano Ferrero, Uv e Stella Alpina fanno mancare il numero legale

«Il grillo continuerà a parlare, non mi farò certo intimidire dal ruggito dei conigli della maggioranza». Che la discussione sulla sussistenza di una causa di insindacabilità del capogruppo del Movimento 5 Stelle, Stefano Ferrero (FOTO), non sarebbe stata banale, lo si era capito sin da subito, o meglio da quando il consigliere pentastellato – dopo aver rappresentato brevemente la vicenda – ha deciso di abbandonare l’aula, non prima però di aver puntualizzato: «Non sono alla ricerca di immunità, non è una questione personale, anche perché il procedimento giudiziario è completamente indipendente dalla decisione che verrà assunta. E’ la rivendicazione del diritto dei consiglieri di esprimersi liberamente, di poter esercitare regolarmente le proprie funzioni ispettive e di controllo – ha aggiunto Ferrero -. Qui si mette in discussione un metodo di fare politica, quello della lupara rossonera, che attraverso denunce e querele cerca di intimidire giornalisti e politici che cercano di denunciare le porcherie che si fanno in questa Valle».
Partiamo subito dalla fine: la delibera sulla sussistenza di una causa di insindacabilità del capogruppo del Movimento 5 Stelle, Stefano Ferrero, non è stata assunta in quanto i consiglieri di Union Valdôtaine e Stella Alpina, pur presenti in aula, non hanno preso parte al voto, facendo quindi mancare il quorum della maggioranza dei componenti l’assemblea, convocata in sessione straordinaria nella giornata di martedì 3 giugno.
Una vicenda, quella dell’insindacabilità del consigliere pentastellato, nata a seguito di quanto accaduto nella seduta del 23 ottobre 2013, quando il ‘grillino’ – nel suo intervento in aula – rese delle dichiarazioni a riguardo di un avvocato aostano, diffamatorie secondo quest’ultimo, visto che il 17 aprile scorso Ferrero comunicò alla Presidenza del Consiglio di essere stato querelato dal professionista.
«Vorrei capire se effettivamente i consiglieri regionali possano o non possano essere chiamati a rispondere per le opinioni espresse nell’esercizio delle loro funzioni», ha commentato ancora Ferrero, che pubblicò lo spezzone del suo intervento registrato dal Consiglio sul sito internet del Movimento 5 Stelle.
Una discussione, quella in merito all’insindacabilità del capogruppo pentastellato, che si è ben presto trasformata in un’accesa contrapposizione tra maggioranza e opposizione, con quest’ultima che ha accusato duramente i capigruppo di Union Valdôtaine, Claudio Restato, e di Stella Alpina, Stefano Borrello, colpevoli – secondo la minoranza – di aver cambiato radicalmente la posizione espressa in sede di conferenza dei capigruppo del 14 maggio scorso, quando «tutti erano stati d’accordo nel merito sull’insindacabilità del consigliere», ha riferito il capogruppo del Pd-Sinistra VdA, Raimondo Donzel.
A prendere la parola è stato poi anche il presidente della Regione, Augusto Rollandin, che ha affermato: «Noi tutti siamo per l’insindacabilità: siamo assolutamente d’accordo sul fatto che le opinioni dei consiglieri vadano rispettate, ma crediamo anche che in quest’aula si debba evitare di fare affermazioni che possono essere lesive nei confronti dei cittadini che vengono citati. E’ proprio perché noi siamo garantisti nei confronti dell’insindacabilità che non riteniamo giusto partecipare al voto su questo caso».
(pa.ba.)

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