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Maxi processo Fontine: «beveroni e flebo a reines prima delle Batailles»

Maxi processo Fontine: «beveroni e flebo a reines prima delle Batailles»

Dalla deposizione degli investigatori di Nas e Corpo forestale emersa anche la commercializzazione di «formaggi prodotti con latte proveniente da capi infettati da tubercolosi» e «zangolato non idoneo al consumo umano venduto come burro»

Fontine e altri tipi di formaggi prodotti tramite la lavorazione a crudo di latte proveniente da capi bovini malati di tubercolosi o brucellosi, beveroni e flebo somministrati a reines qualche giorno prima delle eliminatorie delle Batailles, Fontina DOP prodotta attraverso capi lattiferi alimentati (anche) con fieno proveniente da fuori Valle e soppressione «a mazzate» di vitelli infortunati. E ancora: illecita importazione di bovini adulti e di vitelli dalla Svizzera (anche «nel baule dell’auto»), così come di «paillettes contenenti sperma bovino» utilizzato indebitamente per incassare i contributi derivanti dal mantenimento della razza valdostana, conferimenti di latte «non controllato» proveniente da stalle «non registrate» con conseguente produzione di Fontina «dall’anomala colorazione rossa» e acquisto fuori Valle di «zangolato di crema fresca dall’altissima carica batterica e quindi non idoneo al consumo umano», che sarebbe però stato «rivenduto sotto forma di panetti di burro senza alcuna operazione di pastorizzazione».
Come se non bastasse, il tutto condito da un laboratorio di analisi (quello di Carmagnola) che, in caso di esiti anomali dei controlli ematici effettuati sui bovini, «comunicava la positività dei capi infetti soltanto agli allevatori e non alle autorità preposte» e da alcuni veterinari in servizio presso enti pubblici che «erano soliti avvisare preventivamente gli allevatori dei controlli di cui sarebbero stati oggetto nei giorni successivi».
L’udienza di oggi del maxi processo sul bestiame contaminato e le Fontine adulterate, che vede sul banco degli imputati complessivamente 48 persone tra allevatori e loro collaboratori, veterinari, responsabili di laboratori di analisi e produttori lattiero caseari operanti in Valle d’Aosta, ha letteralmente scoperchiato il vaso di Pandora sul mondo della zooctenia valdostana.
O meglio, di questo ne sono convinti Nas di Torino e Corpo forestale valdostano secondo quanto dichiarato da due dei testimoni dell’accusa chiamati a deporre in Tribunale.
Tutti i retroscena dell’indagine emersi questa mattina in aula, comprese le prime repliche presentate dalle difese, sul numero di Gazzetta Matin in edicola lunedì 16 giugno.
(pa.ba.)

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