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Caso Cogne: Annamaria Franzoni può essere «risocializzata»

Caso Cogne: Annamaria Franzoni può essere «risocializzata»

E' quanto emergerebbe dall'integrazione della perizia psichiatrica che verrà discussa martedì davanti al collegio del Tribunale di Sorveglianza di Bologna; la sua pericolosità sociale sarebbe contenuta attraverso un percorso con i servizi sociali

Saranno discussi martedì – davanti al collegio del Tribunale di Sorveglianza di Bologna – gli ulteriori approfondimenti sulla perizia psichiatrica disposti dagli stessi giudici bolognesi nei confronti di Annamria Franzoni, dai quali sarebbe emersa la possibilità che la donna – condannata in via definitiva a 16 anni di carcere per l’omicidio del figlioletto Samuele Lorenzi – possa essere «risocializzata» attraverso un percorso concordato con i servizi sociali, così da poterne evitare i rischi di recidiva e contenerne gli elementi di pericolosità sociale.
La perizia venne disposta il 12 dicembre 2013 dai giudici del Tribunale di Sorveglianza di Bologna ai fini della valutazione della richiesta di detenzione domiciliare presentata dai legali della donna, reclusa nella casa circondariale della Dozza, a Bologna, dal 21 maggio del 2008.
Dal mese di ottobre del 2013 Annamaria Franzoni è stata ammessa al lavoro esterno e ha usufruito di un permesso per tornare a casa alcuni giorni.
A inizio maggio, nella perizia effettuata dal professor Augusto Balloni, che i giudici di Sorveglianza hanno poi chiesto di integrare, la donna aveva manifestato la volontà di tornare un giorno nella villetta di Montroz, a Cogne, dove nella mattina del 30 gennaio 2002 avvenne la tragedia.
(pa.ba.)

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