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Casinò, aut aut della Cisl: basta parole ci vogliono fatti

Monzeglio: «Non c'è più margine per le trattative: o si chiude o si va per vie legali»

Monzeglio: «Non c'è più margine per le trattative: o si chiude o si va per vie legali»

«Possono metterci tutta la buona volontà, non ci interessa più. É finito il tempo della trattativa, il 1° luglio è una scadenza importante entro la quale devono essere avviate tutta una serie di azioni. Ora ci vogliono i fatti, non più parole!». Non usa mezzi termini Riccardo Monzeglio, segretario regionale della Cisl, interpellato a proposito di una comunicazione inviata alla proprietà della casa da gioco, all’azienda e agli iscritti, nella quale si sottolinea come «l’azienda risulti ad oggi palesemente inadempiente alle obbligazioni ed ai termini pattuiti» in una serie dei punti dell’accordo siglato e sottoposto a referendum tra i lavoratori.
Nella lettera si evidenzia come «in relazione al contenimento del costo del lavoro l’azienda non abbia neppure provveduto alla risoluzione dei rapporti con il personale che ha già raggiunto i requisiti per il pensionamento» oppure ancora che «non ha ancora neppure individuato il soggetto che a decorrere dal 1° luglio 2014 dovrebbe porre in essere le azioni necessarie al reperimento di ulteriore clientela».
«In ragione di quanto sopra la Cisl invita l’azienda ad astenersi dall’operare trattenute sugli stipendi quanto meno dei propri iscritti e ciò sino al momento in cui non avrà regolarmente adempiuto agli impegni assunti».
In conclusione Monzeglio avverte: «Abbiamo dato. Ora tocca a loro. O si chiude il Casinò, se la sua gestione è davvero così controproducente, oppure si va per vie legali. Non c’è più margine per una trattativa».
(erika david)

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